16/03/2004 di Federica Gozio

Sembrano proprio sapere il fatto loro questi giovani quattro livornesi che nell’Ep omonimo “passano attraverso” il rock nelle sue forme più degenerate e malsane - dall’hard al grunge, dallo stoner al nu-metal - proponendo un massiccio crossover di buonissimo livello.

I suoni si addicono a ciascuno dei generi riproposti, così come la voce, utilizzata in diverse varianti, dallo stile grunge, in predominanza, sino allo sfogo “strappa ugola”, ma sempre gestita con autorevolezza.

Il risultato è compatto e solido, ovattato da una registrazione bassa (forse un po’ troppo?) e un po’ sporca che amplifica però gli le sensazioni di malessere, inquietudine e collera tipiche delle frange di rock attraversate.

Impressionante è la dinamicità con cui si susseguono i cambi di ritmo pur conservando cadenze “pesanti”; la batteria è dotata di un elevato peso specifico tuttavia risulta estremamente scattante in ogni passaggio, lo stesso dicasi per gli altri strumenti.

In questo delirio di ruvido e isterico rock riescono ad inserire efficacissimi passaggi melodici, cosicché non risulta difficile memorizzare i pezzi sin dai primi ascolti.

Sono estremamente curiosa di assistere ad un loro live, prevedo effetti destabilizzanti, e se l’album di debutto conferma l’ep, mi prenoto sin d’ora per averne una copia.

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