Thefinger Sugar plum fairy 2004 - Cantautoriale, Lo-Fi, Pop

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Franco Di Terlizi, aka Thefinger, ha tutta l’aria di volersi avvicinare allo stereotipo di chi maledice il giorno in cui si è ritrovato tra le mani nazionalità e passaporto italiani. Lontano dalla tradizione della sua terra, “Sugar plum fairy” (lavoro che non fa altro che condensare i vecchi cd-r del Nostro) è un disco che sa di Nord-America. Non di quella muscolare alla Bruce Springsteen, e nemmeno l’altra fiera e incazzata di Johnny Cash. Se potesse far parte di un sottofondo per le pagine di un libro, allora potrebbe accompagnare la lettura di Jack Kerouak o John Fante: Neil Cassady e Arturo Bandini ne sarebbero felici. E viaggerebbero volentieri assieme a The Finger, forse senza le comodità della prima classe - alle quali, tra l’altro, non dovrebbero essere abituati - ma con le certezze di chi insegue una vita fuori dall’ordinario, aggrappata alla polvere della strada.

Piene di spleen, imbottite di lo-fi, le canzoni di “Sugar plum fairy” sono piccole gemme dominate da ballate scarnificate, con influenze country ed elettroniche, a volte volutamente strambe, altre inserite in contesti meglio definiti. Come la robusta “Everyday was summer” (anche se a tratti ricorda un po’, incredibile ma vero, “What’s up?” dei 4 Not Blondes), che riesce a far da contraltare a pezzi meno convenzionali, come “Alone in a hole” (un omaggio al Neil Young di “Harvest”?), alla malinconia alla Songs:Ohia (sviscerata in “Blue and blues), all’elettronica in salsa paranoica stile Yo La Tengo (“Flying back in time”). E se non apparisse una bestemmia, potremmo anche citare senza vergognarcene i Byrds, richiamati dai giochi di voci di “Songs for P.” E le assonanze possibili non finiscono qui: si potrebbero mettere in mezzo anche i Mojave 3, gli Sparklehorse, i Broken Dog, le atmosfere dei Dirty Three e così via.

Bassa fedeltà a manetta, c’è poco da dire. Che Thefinger usa a piacimento, per ribadire le difficoltà di “chi non ha radici e ne comprerebbe di usate anche da un poco raccomandabile spacciatore di sogni da sabato pomeriggio su rai qualcosa”. Della serie: quando ci piace anche il comunicato stampa.

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La recensione Sugar plum fairy di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-03-18 00:00:00

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