02/11/2015

Gioele Valenti è un artista intransigente, guardingo, ostile alla retorica. Attivo come Herself da oltre dieci anni, Valenti ha visto passare mode e tormentoni: c’era quando gli hipster si chiamavano indie e c’è ancora oggi che è tutto un gran casino. Mentre le correnti si formavano e i salottini emergevano, lui imboccava una strada scomoda, buia e fondamentalmente attira guai, perché l’indipendenza di pensiero forse porta qualche simpatizzante ma di sicuro coalizza tanti nemici: “God Is a Major”, titolava un suo disco, e conoscendo Herself non si trattava certo di un complimento.

La piccola-grande novità di “Gleaming” è che ad accompagnare Valenti sono i Laissez Fairs di John Fallon (già con gli Steppes). Il cambio di passo si palesa soprattutto in “The River”, già presente nel precedente album di Herself: il brano mantiene la stessa struttura ma gli accenti folk lasciano un po’ di spazio a cadenze più country e psych. “Torches (1)” è un pezzo bello, notturno e fragile, poche pennate di chitarra e una voce sussurrata, anzi quasi trasparente, che ti apre il cuore facendoti intravedere debolezze e verità nascoste. “I Don’t Mind” è dream pop acustico innestato su un giro di accordi scintillante, con quegli “I don’t” reiterati che puntellano l’arrangiamento scarno e lo rendono vivace e definitivo, portando la malinconia di questa canzone magnifica a un altro livello, meno scontato e più emozionante.

“Gleaming” è l'ennesimo ottimo disco di un ottimo musicista con una storia che parla da sola, inattaccabile per genuinità e qualità. È uno di quei lavori che ti viene voglia di ascoltare all’aperto, camminando a due passi dall’alba. Con gli incubi peggiori che restano lì a mordere il tuo respiro senza riuscire però a colpire il bersaglio grosso: la tua anima.

Tracklist

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