NakeLaced Narcissues 2003 - Post-Rock

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Questo cd ha cercato me, ha voluto me, quindi alla solita sincerità pulita aggiungo la gratitudine nata per la fiducia.

NAKELACED. Gruppo rock di Ferrara nato nel 1998. Un Samuele, due Luca e un Federico.

Il primo Luca, il batterista, ama il punk hardcore; a Samuele piacciono i film dei Choen e ultimamente sta stendendo tessuti sonori sui racconti scritti da un suo amico; Federico ha una passione per le pellicole horror e al secondo Luca, il cantante, sono piaciuti i sognatori di Bertolucci.

Magari tutto questo non c’entra, magari sembro pazza, ma mi hanno offerto la possibilità di crearmi un’idea che esulasse dal prodotto musicale e ne lascio una piccola impronta anche qui.

“NARCISSUES”. Comincio con quello che mi è apparso meno convincente in modo da evitare i brutti sapori nella conclusione.

C’è un’eccessiva aderenza a modelli già celebrati, non c’è la volontà (o, meno probabilmente, la capacità) di costruire un suono che stimoli opinioni che non cercano appigli; quel genere di parere che riesci a comporre solo dopo aver fatto decantare le idee.

La prima canzone, ad esempio, potrebbe far parte, con onori ed oneri a ciò conseguenti, di “Sleeping with ghosts” dei Placebo.

Il modo di usare la voce ricorda molto Brian Molko, quanto più diventa apparentemente sgradevole tanto più tu sei lì ipnotizzato a cercare di capire e decidere se ti culla o ti infastidisce, ma intanto stai lì.

Anche quando i Placebo mollano leggermente la presa rimane forte l’inclinazione verso la stretta cerchia dei gruppi inglesi più noti: Muse e Radiohead su tutti.

Questo è quanto per me spinge i dubbi.

“Narcissues” però è piacevole. Molto. Quattro canzoni robuste e calde, piene di ricami e particolari. Lo rendono gradevole i dettagli, le piccolezze di cui ti accorgi dopo vari ascolti, quelle che sostengono l’insieme da una prospettiva invisibile.

Per Bart Simpson l’Anima è un concetto inventato dai grandi per spaventare i bambini, così come l’UomoNero e Michael Jackson.

A discapito di questa plausibile teoria loro l’anima ce la mettono e, che piaccia o no quello che fanno, questo dono va ben oltre i diciotto minuti.

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La recensione Narcissues di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-03-22 00:00:00

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