14/01/2016

Come fiore nel deserto, cesellato nella forma e nel colore da particolari condizioni e coincidenze, la voce di Silvia Todeschini ovvero Lerienne domina spazi sconfinati come protagonista assoluta, e in quegli spazi girano in maniera fluida l’elettronica, le ballate, il presente e il futuro. Tutto è ricoperto da una pioggerellina scura e al tempo stesso scintillante, come un piccolo sentimento cangiante che non si posa mai, non si decide mai e rimane così a fluttuare in nuvole di appagante malinconia, tra finestre di distratta serenità.

La presa elegante trova sempre soluzioni precise, e l’eleganza si impone come elemento principale, come guida e misura di ogni brano, e si fa di volta in volta bionda e seducente (“Playing Hooky” e “EX_ID”), timida nella sua solitudine cristallina (“Stars Prison” e “Words of Love”), sonda di tristezze profondissime (”Slow Fall”).

Cantautrice che scorre tra gli umori con raffinata sicurezza, Lerienne si presenta con questo disco che fa dell’equilibrio e del gusto le gocce essenziali per creare una pozione tanto magica quanto gradevole, dove la leggerezza non è mancanza di peso ma la giusta distanza dalle cose, il posto ideale dove lasciar posare quel piccolo sentimento indeciso.

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La recensione Lerienne - Recensione - HURRICATION di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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