18/12/2015

Se quest’inverno potesse parlare, racconterebbe gli stenti del nostro amore, gelato da far impallidire la sua inesorabile e fredda processione. Se avesse un odore precipuo e riconoscibile, sarebbe quello che resta quando te ne vai, quasi che il vuoto fosse assenza di respiro, e in quell’assenza provare comunque a respirare. Se fosse suono, sarebbe milioni di suoni che come stelle s’accendono per celebrare la notte di una storia, e tra quelle note “Bastard Under the Stars”: perché le visioni elettroniche di Alessandro Barbanera si sposano agli umori di questa stagione come un’ideale marcia per navigare tra la nostalgia, i rimpianti e la neve.

Tre brani strumentali che mettono a fuoco la solitudine, un bagaglio di emozioni dall’insostenibile peso, e in fondo, quasi perso, un futuro piccolo e sempre troppo uguale a oggi: ideale colonna sonora per immagini sbiadite nei toni d’azzurro di una felicità a noi affatto contemporanea, tuffo introspettivo, sottile ancora di speranza. Un lavoro breve ma profondamente suggestivo.

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La recensione Alessandro Barbanera - Recensione - Bastard under the stars di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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