18/11/2015

Uno split nato a tavola, più che a tavolino, quello tra le formazioni bolognesi She Said Destroy e Signorine Taytituc, più precisamente quella di un ristorante cinese per una cena pre-concerto. Due pezzi a band più una cover l’una dell’altra ed è presto fatta, sei pezzi per una ventina di minuti che fotografano una situazione più che un situazionismo, semplice voglia di suonare e di unire le forze con persone con cui si sta bene. 
Se alla fine del punk esiste un post-punk, esisterà, magari in un mondo parallelo, anche un post-Ramones, e qui potrebbe trovarsi il minimo comun sentire sonico, anche se poi i modi di declinarlo sono diversi. Le Signorine Taytituc virano dal post-punk più sghembo con influenze melodiche al limite jingle-jangle C86 in chiave ovviamente lo-fi, le She Said Destroy invece salde su influenze garage-bubblegum-noise, a voler per forza dare coordinate erratiche che magari nemmeno servono, data l’immediatezza del tutto.
Magari non è avanguardia o forse non lo è ancora, in un’ottica di continuo riflusso, magari lo poteva essere negli anni in cui nascevano le componenti delle due band, o una decina di anni prima. Magari lo split non è nemmeno imprescindibile, dato che poco aggiunge alle singole discografie delle due band. Magari però è come una foto che, pur avendo del già visto, ha in sé una sua bellezza sostanziale e formale e che è sempre un piacere ritrovare. E allora, perché privarsene, del godimento di questa bellezza?

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La recensione Split - Recensione - Split She Said Destroy!/Signorine Taytituc di Starfooker è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

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