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album Viaggio di Ritorno Paolo Zanardi

recensione Paolo Zanardi Viaggio di Ritorno

Lapidarie Incisioni 2015 - Cantautoriale, Rock'n'roll, Rock

RECENSIONE
04/01/2016

Paolo Zanardi guarda altrove. Alla notte che non dovrebbe finire mai, ai perdenti (gli unici che capiscono la vittoria), ai cani senza padroni, ai naufragi esistenziali, al bicchiere da riempire sempre e comunque, alle strade, preferibilmente quelle piene di "bestemmie in tutte le lingue del mondo”. Paolo Zanardi ammira Piero Ciampi, tanto da dedicargli “C’è splendore in ogni cosa”, il brano di apertura del suo “Viaggio di ritorno” (“C’è splendore in ogni cosa, nel pane che tu spezzi, nel vino che ora bevi, c’è splendore… amore prestami dei soldi…”), ma si troverebbe a suo agio anche in compagnia di Tom Waits e persino con Vinicio Capossela. È solo questione di vivere la vita in retromarcia, di ritrovarsi da qualche parte, magari in una bettola di periferia, a contemplare il mondo che gira per i fatti suoi, a patto di farlo nel modo meno lucido possibile.

Paolo Zanardi è un nom de plume, all’anagrafe i suoi lo hanno registrato come Paolo Iaffaldano. Forse l’aggancio glielo ha offerto Andrea Pazienza, ma è lecito dubitarne. Questo Zanardi, in fondo, è un pezzo di pane. Che si affida ai sentimenti, scrive ninne nanne, anche se ogni tanto sbrocca. Ma il suono nel quale ammanta le sue undici canzoni non è quasi mai nervoso. E si infila tra le maglie di un rock d’autore che spazia tra accenni di ballate acustiche e solidità elettriche, si divide tra melodia ed energia (“Ospedale militare” potrebbe piacere ai fans dei Franz Ferdinand), affidandosi a momenti un po’ più aspri se non malinconici (“Un altro inverno”) ad altri di pura e incontrollata gioia (“Per i tuoi piedi”). Un insieme che forma un album consigliabile a romantici perditempo, a chi confonde la notte con il giorno, a chi si imbarca in un viaggio di ritorno senza ricordare nulla dell’andata. E a chi vuole imbattersi in un cantautore che sfoggia canzoni come fossero bottiglie di vino di eccellenza. Già, alcool a parte, “Viaggio di ritorno” è un signor disco.

 

 

Tracklist

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