Compilation Sushi vs. Madaski - dDt (single) 2004 - Elettronica

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Ascoltando questo “dDt” appaiono lontani anni luce i tempi in cui i Sushi muovevano i loro primi passi dentro la loro cameretta. Allora c’era un synth-pop di facile presa, una cantilena vocale spensierata e più solarità, tutta racchiusa in “Un leggerissimo disturbo da panico”, il primo album. Poi la svolta electro-dark di “Un mondo terribilmente volgare”, dove il combo torinese spegneva la luce e si rinchiudeva in una lugubre atmosfera tra il nero ed il viola. Migliorava quindi la proposta musicale e la produzione si faceva più spessa. Intanto Ale Bavo (compositore, produttore e tastierista della band) continuava le nottate alla consolle nei club torinesi, spesso in compagnia di altri musicisti e/o dj; tra questi compare mister Madaski, pazzoide tastierista-compositore-produttore nonché membro degli Africa Unite. Le sue follie industrial-house-punk sono state lanciate come schegge impazzite nella discografia e godute dal vivo in indimenticabili performances. E non a caso Sushi e Madaski sono cresciuti nell’adolescenza a suon di dark, punk, industrial e new wave.

Inevitabile, perciò, la collaborazione, sfociata su disco in “dDt (dentro Di te)". E l’incontro/scontro pare aver giovato soprattutto ai primi, siccome lo ‘spilungone’ di Pinerolo in realtà non maneggia nulla di nuovo. Basta però la sua presenza all’interno del video-clip, contenuto anche in questo ep, in veste sessualmente terrorifica, alle prese con contorsioni allucinate assieme alla cantante Otti. Quest’ultima, finalmente, sembra incanalarsi nella giusta direzione per la timbrica vocale, e - a parte lo scivolone in “Cambiare le cose”, dove rimane legata alle tediose nenie del passato - nelle altre tracce sembra rinnovarsi. Il tono si abbassa, si fa più sensuale ed il risultato c’è: meno paranoiche litanie, più conturbanti espressioni della voce.

Relativamente alle tracce presenti nel singolo, il pezzo che dà il titolo all’ep è qui presente in due versioni: quella ‘radio’ (che si presenta con una più classica struttura strofa/ritornello, sporcata dagli interventi techno-pervert di Madaski, a duellare con Otti) e quella definita “Sharon Monroe” (spettrale, lugubre, rarefatta, con un pianoforte in primo piano disturbato da voci sussurrate prima e poi urlate, e alla fine una esplosione electro). Delizioso anche “Il vuoto perfetto”, brano d’apertura dall’impostazione da dancefloor: synth, basso, house ed elettronica insieme. Praticamente uno strumentale ricco di potenza, accelerazione e pulsazione.

“Cambiare le cose” è un rock’n’roll elettronico, piacevole ma di un gradino sotto rispetto alle altre tracce, più che altro per l’impostazione vocale. D’altronde, per ‘cambiare le cose’, ci vuole del tempo. I Sushi ci stanno riuscendo passo dopo passo - l’apporto di Madaski pare aver dato una decisa sferzata - e questo singolo si rivela un lavoro maturo e godibilissimo a metà tra l’industrial ed il dark.

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La recensione Sushi vs. Madaski - dDt (single) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-04-07 00:00:00

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