Gaetano Panella
Black / The strange work of Mr. Todd Browning 2003 - Soul, Pop, Funk

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24/04/2004 Scritto da dabeat

Non è molto comune ricevere due dischi di uno stesso autore contemporaneamente, eppure Gaetano Panella, professore di storia e filosofia di Benevento, ha inviato un ricco blocco contenente “Black”, un disco del 1998, e il più recente “The strange work of Mr. Todd Browning” del 2003. Il motivo per cui i due dischi siano recensiti insieme è che - a mio parere - il senso che oggi si può dare a un demo/disco di 6 anni fa, è quello di un supporto che sia di aiuto a delineare le evoluzioni che ci sono state nel periodo intercorrente tra i due dischi.

E di evoluzione si può parlare a ragione, perchè se il primo dei due cd è un insieme di brani stile piano-bar (non particolarmente originali, con echi che pescano dai profondi meandri della decade ’80, su cui non mi pare valga la pena di soffermarsi particolarmente), il secondo segna invece una decisa evoluzione verso suoni e composizioni più interessanti.

Ci aggiriamo qui dalle parti dell’ultimo George Michael, quello più raffinato: atmosfere jazzy e patinate, con richiami soul e fusion e pronunciate velleità black, dal taglio comunque decisamente bianco nell’approccio. Mancano infatti la sensualità e il tiro, che sono il vero valore aggiunto che si trova spesso negli artisti neri, e che sono le caratteristiche che riescono a trasportare questo tipo di brani da una dimensione di gradito sottofondo per una serata romantica a protagonisti assoluti dell’attenzione dell’ascoltatore.

Le canzoni sono cantate rigorosamente in inglese, con giusta disinvoltura, a volte persino eccessiva; va comunque apprezzato il fatto che nei booklet, oltre alla versione inglese del testo sia stata inclusa anche la traduzione italiana.

Il risultato sono una dozzina di tracce, suonate con mestiere ed amore per la musica, che scorrono senza intoppi. Questo però senza mai riuscire a dare i brividi nella schiena: i brani si svolgono tra gradevoli assoli e coretti puliti al posto giusto, fino a riecheggiare a volte - ad esempio in “Greetings from my world” - quelle sonorità pop-soul che negli ultimi anni hanno fatto terra bruciata nelle classifiche.

Tutto questo mi fa immaginare questo professore beneventino, padre di famiglia, come un auspicabile interprete di serate nei locali, a regalare un sottofondo decisamente più gradevole dell’ennesima cover band di Vasco, ma, a meno di poco prevedibili innovazioni, poco di più.

Vedi la tracklist e ascolta le tracce sul player nella versione completa.