The Popper Pop Texas Motel/Oasis Motel 2003 - Rock, Indie, Country

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C’è da premettere una cosa importante, utile all’ascolto ed agli ascoltatori potenziali, onde evitare ulteriore confusione in una situazione esistenziale e sociale che già di per sé porta allo smarrimento (dunque ove possibile facciamo chiarezza e sgomberiamo il campo dalle ambiguità). Questo disco si intitola “Texas Motel”, ma la band ha deciso di pubblicarne due versioni differenti nella copertina e nel titolo, anche se identiche nella tracklist. Così potrebbe capitare che vi imbattiate in un “Oasis Motel” e non in un “Texas Motel” (non vi preoccupate, dunque: sono lo stesso album). Fine delle premesse.

Chiamare lo-fi la qualità di registrazione di questo disco non è solo dire la verità, ma nient’altro che la verità, tutta la verità. Forse che questo fosse quello che i The Popper Pop volevano? Chi lo sa. A me in realtà questa registrazione pare in una qualche maniera frustrante, suoni come sardine schiacciate in una scatoletta. Ma così è, che ci paia oppure no, e di questo parleremo.

Anche se l’anagrafe parla chiaro e attribuisce italiana nazionalità a questi tre ragazzi, se stessimo a quanto inciso e contenuto e disegnato in questo disco, i The Popper Pop potrebbero venire dall’America. Che altro potrebbe dirci una copertina che fotografa un vecchio in cappello ed occhiali da sole che, baciato da un sole cocente, posa sotto un’insegna ormai decrepita di un vecchio motel del Texas? Quando poi il disco si chiama “Texas Motel” e contiene 11 pezzi di indie-pop gravidi di influenze di southern rock e country il gioco è abbastanza fatto, soprattutto se il cantato è in inglese.

É infatti l’America il fulcro di questo disco, il suo orizzonte poetico ed anche il suo limite. Lì nasce e là muore, senza riuscire a fare della propria esistenza un atto originale e artisticamente eterno, ma bensì adempiendo a quella legittima e doverosa volontà di molti musicisti d’oggi: esprimersi e divertirsi. Così nascono canzoni come “Just for him ‘n’ just for her”o “Dakota Girls” o “Customer Care”, decisamente riuscite dal punto di vista del mood e anche dello spirito rock ‘n’ roll, ma sinceramente senza pretese.

Ecco, sebbene questo disco sia ben composto e perfettamente inseribile entro le categorie musicali precedentemente dette (e dunque possa sicuramente piacere a tutti gli amanti di quei generi), forse per colpa di tutto questo è francamente senza pretese.

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La recensione Texas Motel/Oasis Motel di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-05-04 00:00:00

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