Pretty Evil Baby ep 2003 - Rock, Grunge, Hard Rock

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Non so se qualcuno di voi se ne ricorda, ma pochi mesi fa introducevo una recensione parlando del desiderio spaventoso - da parte di alcune band - di dar fortemente voce alle influenze che derivano dall’ascolto dei dischi usciti negli passati e catalogati, volenti o nolenti, alla voce grunge.
A dire la verità in questo caso c’è un approccio che va a scovare addirittura ancor più nel dettaglio, riprendendo stile e suoni tipici della Seattle più metallara, Soundgarden su tutti. Per fortuna c’è modo di ascoltare anche qualcosa di buono, come testimonia questo ep di sei brani.

Basti infatti ascoltare la traccia di apertura, decisamente la cosa migliore in assoluto all’interno del lavoro che ho per le mani; giusto per intenderci siamo di fronte ad un brano alla Queens Of The Stone Age un po’ annacquato, ma comunque gradevole e a tratti quasi trascinante (la band americana troverà poi numerose citazioni sparse all’interno dei restanti brani di questo disco, e ad essere presi di mira sono in particolare il suono e lo stile di Josh Homme).

PrettyEvilBaby, dopo questo accenno di energica voglia di rischiare almeno un po’, si perdono però nei meandri del ‘derivazionismo’ più assoluto e - soprattutto - in un’attitudine eccessivamente edulcorata. Gli standard alla Alice In Chains si sprecano e tutto diventa ancor meno convincente quando subentrano le ispirazioni più glam-metal, purtroppo rappresentato da noiosi assoli autocelebrativi, asettici quanto inutili (che spesso mi ricordano le divagazioni sentite e risentite migliaia di volte nei dischi di Vasco Rossi: quelle di un certo Maurizio Solieri, tecnicamente dotatto, non c’è dubbio, ma forse un tantino superato).

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La recensione ep di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-05-21 00:00:00

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