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RECENSIONE
17/05/2004 di Christian Amadeo

E sono 20!

Anche gli Statuto raggiungono l’importante traguardo dei venti anni di attività artistica. E con quale stato di forma ci arrivano? Stanchi o ancora brillanti? Direi la seconda ipotesi, considerata sia la pubblicazione di questo best, sia il pensiero della band che corre già dritto al prossimo album. Senza contare che il precedente disco di inediti, “Il migliore dei mondi possibili”, era uscito soltanto nel 2002. Azzardare un giudizio su come troviamo oggi gli Statuto, valutando una raccolta di brani del passato, non pare attendibile. Inoltre, la scelta di pubblicare una raccolta alla ricorrenza ventennale, poteva apparire come un fatto scontato o come un momento di stanchezza o di pausa. Ma c’è una cosa che stupisce ne “I campioni siamo noi”: sentendo tutte d’un fiato le 22 tracce che contiene, si resta allibiti. Possibile che siano passati venti anni dalle canzoni più datate (“Ghetto”, “Piera”, “Ragazzo ultra”, “Io Dio”) alle più attuali (“Sole mare” o la title-track)? Si, l’inesorabile trascorrere del tempo, lo conferma. Lo stile musicale della formazione, invece, combatte il passare delle epoche e ha dato ragione a Oskar e soci, tenaci nell’aggrapparsi saldamente allo ska mentre altri mollavano, mentre questo genere andava e veniva, tornava in auge e ricadeva nel dimenticatoio.

Ma non dilunghiamoci e concentriamoci sulla raccolta, che percorre il lungo tragitto, in ordine cronologico, dagli esordi ai tempi più recenti, mettendoci dentro tutti - ma proprio tutti! - i cavalli di battaglia, diventati gli inni dei mods italiani o dei semplici appassionati di ska. L’unica uscita dagli schemi, peraltro subito accantonata per un pronto ritorno sui binari, è qui presente e testimonia il momento brit-pop del 1997, dovuto all’infatuazione da successo planetario di Oasis e Blur. Fanno da cornice l’inedita “I campioni siamo noi”, dedicata (anche per quanto concerne la destinazione dei proventi derivanti dai diritti sul testo), ai lavoratori della Fiat di Mirafiori in cassa integrazione o licenziati. Nella nuova song c’è lo ska di sempre, le melodie semplici ed efficaci, divertenti ma anche serie, tremendamente serie. In chiusura, invece, la versione 2003 di “Abbiamo vinto il festival di sanremo”, che nel 1992 i piemontesi portarono al Festival, entusiasmando la platea del teatro Ariston. Poi una chicca, “Io Dio”, in versione live: una rarità su disco, ormai, considerato che quella canzone, a tutti gli effetti il primo singolo datato 1986, risulta ormai introvabile. Fu un successo folgorante, allora, l’inizio di una carriera che ne ha visti di tutti i colori, che ha attraversato momenti di gioia ed altri di profonda crisi. Ma, come per i lavoratori tenaci dei quali raccontano pensieri e gesta nella canzone che dà il titolo alla raccolta, per gli Statuto - e per tutti noi - vale la pena urlare: “I campioni siamo noi / siamo noi che vinciamo anche perdendo”. A tempo di ska, ovviamente.

Tracklist

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