Demi Project Tecnicogroove 2003 - Rock, Pop, Elettronica

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Avevo sentito qualche precedente lavoro di Fabrizio Fassio, vulcanica mente creativa che si cela dietro ai Demi Project, passatomi da qualche amico-collega di Torino e dintorni, e devo dire che, quando ho ricevuto il demo, non mi aspettavo grosse novità. Al limite un ulteriore conferma di un indiscutibile ed eclettico talento musicale che sa pescare e passare abilmente tra i generi, toccando l’elettronica, il dub, gli anni 80, la musica leggera italiana ed una serie sterminata di influenze musicali disparate senza mai perdere di vista una squisitissima attitudine pop e un gusto per la melodia tipicamente Italiano. Soprattutto mantenendo una personalissima verve compositiva, che lo rende simile a molti altri, tuttavia straordinariamente originale. Sicuramente confermata questa capacità di miscelare a attraversare i limiti dei generi musicali, tipica di molte band di Torino, autentica Bristol Italica che ha dato vita ai più interessanti gruppi italiani degli anni 90 ( Casino Royale, Africa Unite, Pornodrome, Subsonica, Marlene Kuntz, Amici di Roland ecc. ecc ).

Città ormai post-industriale, dove il suono della club culture si mischia a quello del Rock, dove hanno sede centri sociali e club che, per primi ed in anni non sospetti, hanno proposto l’elettronica e la musica cosiddetta “dance“ all’interno della loro programmazione, “allevando“ così una generazione di musicisti e fruitori abituati ad ascoltare un po’ di tutto, dalla Tekno al Rock, passando per il Dub, il Reggae, il Drum’n Bass e l’acid Jazz. Tutto questo è Torino. Tutto questo è Demi Project. Un juke-box post-moderno dove i generi si oltrepassano e si autocitano in un costante gioco di recupero, un cut and copy vorticoso, dove si mescolano suoni apparentemente distanti, dove l’estetica del campione ridisegna i normali canoni di composizione, dove il musicista è assolutamente libero e l’ascoltatore costantemente spiazzato, da una cassa Rotterdam in 4/4, spezzata da una chitarra distorta, da un giro Funky che gioca alla citazione, sino al dub più cavernoso e deep. Metteteci tutto questo. Metteteci pure che, nel nuovo demo “TecnicoGroove”, Fabrizio è accompagnato da una schiera più che dignitosa di musicisti, che il suono è quello di una live-band e soprattutto che, udite udite, c’è una dichiarata svolta Funky. Soprattutto nei primi due brani “Pirata Mentale“ ed “eccomi“. Spiazzanti. Percussioni Fusion, grande groove di basso e batteria e una voce che sembra Madasky. Uno che non conoscesse i trascorsi musicali dei Demi Project potrebbe pensare che si tratti di un gruppo Funky, tanto sono convincenti. Poi ti spiazzano di nuovo, arriva “Perdi il controllo“, torna Torino, l’elettronica, la club culture, il groove Subsonica. Ed infine “Fiumi di Bit“, con il prezioso contributo di Sara Arrigoni, la cui voce sensuale e dolcissima si muove tra le lande desolate di un bellissimo e solare dub, con una vena quasi soul. Tutto qui. Il demo finisce e non ti sei nemmeno accorto che è passato un quarto d’ora abbondante e che hai ascoltato solo 4 tracce, non quattro band differenti. Credo sia solo questione di tempo e di fortuna, ma la maturità artistica e la capacità di coinvolgere e convincere dei Demi Project da qualche parte li porterà, soprattutto se affiancati da una buona post-produzione artistica che possa fornire loro gli strumenti e i mezzi adeguati a realizzare un buon album d’esordio. Gli incontreremo di nuovo nel nostro cammino, questo è certo, poco importa se su MTV o ai Murazzi di Torino.

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La recensione Tecnicogroove di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-05-28 00:00:00

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