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RECENSIONE
30/06/1998 di Emanuele Zanella

I sonici italiani ci riprovano ancora: dopo i due album precedenti (considerati da pubblico e critica tra i migliori dischi italiani), è uscito "come di sdegno", il nuovo lavoro dei cunesi Marlene Kuntz. Per chi non li conoscesse (sembra quasi impossibilie!) si può tracciare una breve nota biografica: nati appunto a Cuneo, sono formati da Cristiano Godano, voce e testi, Riccardo Tesio, chitarre, Luca Bergia, batteria e Dan Solo al basso (che ha sostituito Gianluca Viano, bassista nel primo album). Con il loro album di debutto, intitolato "Catartica", entrano a far parte del Consorzio Produttori Indipendenti, diventandone pian piano il gruppo principale. Il seguente lavoro "Il Vile" raggiunge anche le classifiche cosidette ufficiali, dando un'ulteriore spinta ai gruppi emergenti indipendenti.

La loro musica trae massima ispirazione dai Newyorkesi Sonic Youth, in quanto alla ricerca di un "suono rumoroso", ma al tempo stesso dolce ed espressivo, che si sposa bene con testi (in italiano) che talvolta rasentano la poesia. "Come di Sdegno", in realtà, non è un album vero e proprio (sebbene duri quasi 50 minuti), ma più che altro è un esperimento in attesa del nuovo lavoro, annunciato per la fine del '98. E' composto da 6 canzoni, quasi tutte già edite, presentate in nuove versioni reinventate e rimaneggiate dai Marlene stessi, da Mauro Tehò Teardo, da Paolo Farati e da Marco Lega, il produttore artistico dei 4 ragazzi di Cuneo. Il disco inzia con "Aurora", un inedito composto ai tempi di "Il Vile" che può sembrare un brano dolce se non si ascolta il testo fatto di crude verità.

Poi si arriva a "Come Stavamo Ieri", già presente ne "il Vile" e qui scomposta e reinventata. "Donna L." è il terzo brano (fa parte del video "Petali di Candore") ed è proposto dal vivo, facendo risaltare così il lato cattivo e rumoroso dei Marlene Kuntz. Quindi c'è "Questo e Altro", con un abbondante uso di campionatori. L'ultima canzone è "laVampa delle Impressioni" ed è a mio avviso l'episodio migliore del disco. La prima parte è un' improvvisazione in sala prove, avvenuta nell' ottobre '97, e comprende ben mezz'ora di musica solo suonata. Nella seconda parte, invece, Cristiano Godano esprime la sua vena poetica e propone solo la sua voce, bella ed espressiva nell'interpretazione di un testo che parla di indignazione e di rabbia. "Come di Sdegno" può essere considerato un buonissimo disco, molto vario e sperimentale e, nell'attesa del nuovo lavoro, soddisfa la sete di musica targata Marlene Kuntz.

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