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RECENSIONE
18/06/2004

…giudico la letteratura in modo edonistico. Vale a dire, giudico la letteratura secondo il piacere e l’emozione che mi dà”. (Jorge Luis Borges).

Già da un paio di settimane alle prese con il disco del Grande Circo Barnum, senza tuttavia riuscire a focalizzarlo in una valutazione, mi sono imbattuto nella splendida frase di Borges (letta tra le pagine del bel libro di Fernando Sorrentino “Sette conversazioni con Borges”), che, adattandosi alla perfezione alla mia visione della musica, mi porta a supporre che le esitazioni siano generate dalla carenza di stimoli emotivi.

“In equilibrio” si presta quindi ad un giudizio piuttosto distaccato che affonda le sue radici in una scoraggiante apatia edonistica e nella freddezza di una visione di stampo ‘professionale’. La lettura emotiva fa luce su una generale mancanza di originalità legata a dejà-vu sonori (Marlene Kuntz, of course) e a testi a tratti banali e scontati (“…non si muore contenti se non si muore d’amore, è solo un muscolo il cuore”), ma al contempo la proposta risalta per una discreta tecnica di base, alcuni accattivanti slanci poetici (“Un solo lampo giustifica il buio…” oppure “Meglio il peggior uomo sulla terra che il migliore in orbita”) ed interessanti inserti noise.

Il bilancio che ne esce riflette sul Grande Circo Barnum la necessità di marchiare con maggiore personalità le buone qualità tecniche palesate cercando di incorniciare in un contesto più passionale gli interessanti spunti di brani come la title-track ed “Ukillme”.

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