02/11/2015

Cosa si può capire di un album al primo ascolto? Non molto, però si tratta di un album di Egreen, e questo cambia molto le cose, perché è un mc che esprime il massimo delle sue potenzialità sul palco, a contatto diretto con il pubblico, dove non si può schiacciare il tasto rewind per riascoltare una strofa se non la si è capita. Insomma, è uno abituato ad arrivarti immediatamente, dritto come un pugno nello stomaco: non ama semplificare la sua roba, ma sa come comunicartela in maniera efficace. Il che è merce rarissima in un periodo in cui esce una dozzina di dischi rap al giorno, (quasi) tutti più o meno ugualmente dimenticabili.

Facciamo un passo indietro. “Beats & Hate” è il secondo album ufficiale di Nicholas Fantini aka Egreen. Ha scelto di finanziarlo tramite una campagna di crowdfunding su Musicraiser, che si è conclusa l'altro giorno totalizzando la cifra record di 69.000 euro e passa: chi ha contribuito alla campagna lo riceverà comodamente a casa (a volte perfino consegnato a mano da Fantini, a seconda della modalità prescelta), mentre chi non lo ha fatto per le prossime 24 ore può ascoltarlo in streaming tramite il suo sito), dopodiché non si sa, perché finora è stato annunciato che il disco non sarà ristampato.

Le aspettative, insomma, sono molto alte, ma siamo sicuri che i suoi fan non resteranno assolutamente delusi da quest'album: “Beats & Hate” è un manifesto a 360° della filosofia di vita e delle capacità tecniche di Egreen. Beat potenti, solidi, quadrati, ma con un tocco di freschezza che fa tutta la differenza del mondo; punchline a raffica, che si reggono in piedi da sole anche senza featuring, intervallate da citazioni scratchate dei grandi classici dell'hip hop; strofoni serratissimi e quasi infiniti, in cui le misure non contano più (per i neofiti, non siate maliziosi, stiamo parlando delle misure delle strofe: 8 barre, 16 barre, 24 barre e via dicendo). Un fiume in piena di rabbia e voglia di rivalsa, corazzato come la sua copertina. Istruzioni per l'uso: se andate in cerca di un disco che vi faccia pensare, sappiate che “Beats & Hate” non è quello che fa per voi. Come Egreen ama ricordare, il fatto che il rap sia legato indissolubilmente al messaggio è una leggenda metropolitana importata in Italia dai centri sociali; la gran parte del rap americano con cui siamo cresciuti non dice nulla ma lo dice molto bene. Il vero messaggio di quest'album è espresso in pezzi come “S.p.o.s.a.t.o”., che racconta l'amore eterno che lo lega alla musica che fa, ed è giusto così. Ciononostante sarebbe interessante, prima o poi, sentirlo cimentarsi anche con argomenti diversi, perché quando ci prova (vedi “Il grande freddo”, molto sentita e personale, che chiude la tracklist con una malinconia da groppo in gola) i risultati sono sorprendenti.

Un album promosso a pieni voti, con doverosi complimenti anche ai beatmaker (l'inossidabile Lvnar, Big Things, Mace, Big Joe e perfino Pat Cosmo) e a Bassi Maestro che l'ha mixato. Buone notizie, gente: il crowdfunding in Italia funziona e dà ottimi frutti. In “Goddamn” Egreen afferma che non gliene frega niente della top 10: siamo sicuri che è vero, ma farebbe meglio ad abituarsi all'idea di finirci.

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