19/02/2016

Miriam Pauletto con la sua chitarra ha buone idee: trame leggere come minime fodere esistenziali avvolgono la voce che ricorda tanto quella di Alison Shaw (Cranes). Come bruma in territori al nord del mondo, come incursioni dark in non so che di celtico e antico, “Wabi-Sabi” possiede una sua magia, ma pure un grosso difetto: lo spessore timbrico fragile e altalenante che gioca col falsetto e col sussurro non funziona perché è troppo debole, manca di sostegno e in certi punti è davvero fuori fuoco (“Home” ne è un esempio), e vista la centralità del canto in un progetto cantautorale, resta poco altro da apprezzare.

Eppure la forza evocativa di questo album potrebbe trasformarsi in un etereo tetto di stelle, se la nostra comprendesse i propri limiti mutandoli in vantaggio, se evitasse gli apici mnatenendosi in uno spazio dove tutto è lieve e accennato. Le idee non bastano, ma sono un buon punto di partenza su cui lavorare.

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La recensione Miriam Pauletto - Recensione - Wabi-Sabi di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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