DeLord GATE Part. 1 2015 - Strumentale, Pop, Acustico

GATE Part. 1 precedente precedente

Il concept convince, la realizzazione meno

"Gate (part 1)" è il primo di tre capitoli musicali, ciascuno composto da tre brani cui corrispondono altrettante clip, che raccontano la storia, attraverso le note semplici e minimali del pianoforte, arricchito da soffici archi e da sfumature elettroniche, di Chen e Aya, lui thailandese, lei giapponese, che si incontrano in una stazione e vivono insieme lo stupore del conoscersi e del riconoscersi.
Il progetto intero è stato concepito da DeLord, artista ecclettico e sognatore, con la stessa logica delle serie tv: un inizio, uno sviluppo, una fine. A noi, per il momento, è dato sapere solo del primo. Ma una cosa è certa: la storia dei due giovani protagonisti è solo un pretesto per raccontare l’amore, inteso nel suo significato più alto e cioè quello che si con-fonde con la spiritualità, la passione e la bellezza, quindi, degno di essere vissuto, qualunque sia il suo destino. Non a caso DeLord ha utilizzato titoli in lingua giapponese e personaggi dai tratti evidentemente orientali. L’intento è proprio quello di voler imprimere al suo lavoro una dimensione spirituale, di cui è intrisa la cultura levantina, che rende poetico un incontro anche in una stazione ferroviaria, «non luogo» per eccellenza.
Peccato che la poetica del progetto si colga più grazie alle immagini che non alla musica, almeno in questa prima serie. Il pianismo di DeLord presenta pochi tratti compositivi originali: i tre brani, almeno in questa prima parte, risultano come qualcosa di già sentito sia sotto l’aspetto armonico che sotto quello melodico.

DeLordGATE Part. 1 Strumentale, Pop, Acustico
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La recensione GATE Part. 1 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-02-12 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • orinoco 5 anni Rispondi

    Interessante leggere che non esito o meglio nemmeno si parla di Mattia Rissone che ha sviluppato e concepito il tutto e che vive a Tokyo da 18 anni. Non male comunque superficiale la recensione qualcosa di cattolico e poco innovativo come articolo. la musica questa non é per le HIT come per chissà cosa o chissà chi. Investire in cafoneria cara Ornella dopo si fa e ci si merita il paese dove vivi attualmente che non ha da criticare nessuno se non avere un minimo di lealtà' verso i cittadini... detto questo ascolta se vuoi e suona questa musica poi ci dirai... per ora l'unico esposito é a ta fois de en faire un choix... Mattia Rissone Tokyo