19/01/2016

Tre trentenni di Modena si ritrovano nel 2014 dopo avere dato vita nel 2009 ad un’esperienza musicale che ha ruotato intorno alle passioni dell’epoca ossia il grunge, il rock e l’hard rock.
I Bitterness ci riprova più per il gusto di rimettersi a suonare per “fare cagnara” e invece tra cassetti pieni di materiale, qualcosa che nasceva spontaneamente mentre suonavano e due parole di meno qui e là, ed ecco che si ritrovano un gran bel lavoro dal titolo “Genetic Surgery Department”. Sembra il titolo di un videogame adventure basato sulla immancabile tragedia che l’umanità non dimentica mai di fare mancare a se stessa. Di fatto un po' lo è, ovvero non in maniera dichiarata. “Genetic Surgery Department” è un lavoro che ne contiene due: le prime sette canzoni e la suite legata ai temi della guerra.
La band mette le mani avanti sostenendo che il progetto echeggi tanto il loro amore per i Muse e di questo ci rallegriamo. Nessuno nasce vergine artisticamente, siamo sempre figli di come rielaboriamo le nostre fonti e soprattutto di come sappiamo dominare ad arte questa rilettura fino a trasformarla in una prova che sembri “nuova” o perlomeno degna di una forma di identità.
Beh, ai Bitterness gli è sfuggita bene di mano la cosa perché “Genetic Surgery Department” è una prima prova molto più che interessante, soprattutto se si pensa che è interamente autoprodotta dalla band.
Il disco conduce l’ascoltatore attraverso un incubo emotivo cinematico grazie alla sapiente abilità drammaturgica che la band rivela. Caso? Consigli ben recepiti? Gusto per la fantascienza radiofonica alla Welles? Chi può dirlo, il fatto è che funziona!
Grazie alla ripartizione in due blocchi narrativi distinti, l'album si lascia ascoltare senza appesantimenti.

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