21/07/2004

Avevamo già conosciuto i Joule con il cd "A mali estremi, estremi palliativi", recensito dal bravo Alberto Muffato nel 2002 (cfr. scheda). La band di Alessandria ora ci propone "Per crescere". Si tratta di un ep formato da tre brani e diversissimo per quanto concerne il genere, ma curato nei minimi particolari come il disco che lo precede.

Il booklet incuriosisce: sulla cover la particolare prospettiva di una fonte luminosa artificiale, sul retro la fotografia di una luce naturale che filtra attraverso le imposte di una finestra. Le tre canzoni segnano una svolta rispetto alla produzione precedente: abbandonato il rock chitarristico con cui fino ad oggi s’erano cimentati, i Joule ora preferiscono misurarsi con soluzioni più vicine ai cantautori di casa nostra.

"Per Crescere" è la title track. Già presente in "A mali estremi, estremi palliativi", viene riarrangiata con un gusto più pop: basso e chitarre seguono la melodia non particolarmente accattivante intonata dalla voce di Eddy.

"La venticinquesima ora" ed "Il pasticcere" sono, invece, pezzi inediti. Il primo è costruito sulla base delle suggestioni create dall’omonimo film di Spike Lee ed è il brano più rock dell’ep. Il testo ci offre gustosi scorci di pensiero: “Avevo il talento per fare carriera e capitalizzare/ O anche soltanto riuscire a convivere con la lealtà/ Ma vendervi sogni in bustina era il metodo per appagare/ La giusta vendetta su chi è già arrivato ma sogni non ha”.

L’ultima traccia è il lamento di un pasticcere che vede la gente ingoiare i suoi dolci, preparati con arte senza accorgersi che provengono dalla sensibilità di una persona. La canzone, dai toni Masiniani, si trasforma nella litania di chi non si sente compreso, di chi sente calpestato il suo animo da artista. La tristezza e lo sconforto permeano parole e musica, invadendo la chiusura di questo Ep.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati