Plush Sounds Better, Frank 2004 - Rock, Grunge, Hard Rock

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Non brillerà per originalità questo "Sounds Better, Frank" dei friulani Plush, ma spicca di sicuro rispetto alla pletora di gruppi grunge che intasa le cassette postali dei recensori. Come suggerisce il nome della band, i quattro si ispirano agli Stone Temple Pilots dei fratelli DeLeo e dell'ormai transfugo Scott Weiland - riferendosi così ad una delle band anni Novanta più maltrattate dalla critica. A dispetto del nome, mi pare che certe inflessioni west-coast di questo cd-r si rifacciano in modo evidente, più che al primo album "core", al vintage rock di "Tiny Music: Songs From The Vatican Gift Shop".

Se la prima traccia "What I am" ci riporta alla mente i Candlebox, con la sua apertura melodica intessuta di piacevoli contrappunti di fender rodhes, la seconda "Time to pick you up" sembra direttamente uscire da "Purple" degli S.T.P., con frastagliate ritmiche distorte ed inserti di chitarrone effettate a chorus. La bella voce di Luca D'Angela ed i taglienti intrecci chitarristici di Stefano Pasutto, accompagnati da una buona sezione ritmica, costruiscono brani che hanno tutti un gran tiro. Una menzione a parte va fatta poi per la caleidoscopica ridda di chitarre slide+delay che chiude meravigliosamente il cd in "Night's better". Con questo brano mi pare di intravedere l'apertura di una nuova fase più psichedelica, slegata dal genere di riferimento (che ormai è morto e sepolto). Il talento e la capacità di scrittura dimostrati da queste cinque tracce è non comune - sarebbe un peccato che i ragazzi continuassero a limitarsi a rifare altre band. Perciò consiglio il cd-r a tutti i cultori del genere, ma mi aspetto per il futuro una maggiore indipendenza.

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La recensione Sounds Better, Frank di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-08-11 00:00:00

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