Smash
Happy Disease - Ep - 2015 - Alternativo, Pop rock

Happy Disease - Ep -
17/02/2016 - 09:00 Scritto da Alessandro Fiorito

Un convincente esordio per questa one man band, tra psichedelia e indie americano

“Happy Disease” è l’esordio di Smash, ovvero il one man band Stefano Mappa, polistrumentista modenese. Le sette canzoni presenti in questo mini lp tracciano un suono che ripercorre pienamente il rock alternativo americano, dall’indie anni '80 alle influenze garage. Si sentono in varie misure i R.E.M. e i Dinosaur Jr, gli Smashing Pumpkins (“Gloomy Sunday”) e i primi Foo Fighters (“Stars”), ma anche le melodie del britpop degli anni '90 o dei Deerhunter (“Lovers”). Il suono è leggermente sporco e questo dona una lieve parvenza di “fatto in casa” e dà molto risalto alla chitarra che guida la maggior parte dei brani con degli arpeggi chiari e ben distanziati dal resto della parte ritmica. Gli arrangiamenti sono probabilmente l’aspetto più curato della produzione: sono ben costruiti e permettono uno sviluppo della forma-canzone non scontato. L’atmosfera è principalmente eterea e rilassante con diverse infusioni psichedeliche.

Smash è un progetto interessante per suoni rievocati e costruzione dei brani. Pecca di certo in alcuni aspetti della produzione, la quale in diversi passaggi si percepisce che è stata eseguita con pochi mezzi a disposizione. Ma, invece che nascondere questa possibile debolezza, Smash la esalta, facendo dell’imprecisione e della naturalezza del suono un cardine del disco. Il vero limite sta forse nella varietà delle canzoni: vanno tutte un po’ nella stessa direzione, senza avere da un lato il coraggio di cambi spiazzanti e dall’altro la fermezza di esplorare a trecentosessanta gradi quelle sonorità.
Problemi in ogni caso marginali per un primo disco che svolge bene il suo compito e raggiunge gli intenti. Si spera possa essere un primo mattoncino di un qualcosa più grande e più corposo.

Vedi la tracklist e ascolta le tracce sul player nella versione completa.