18/03/2016

Il quintetto bergamasco torna con un nuovo disco che già dal titolo, "Al mare d'inverno", evoca un'immagine ben definita. Per chi è stato al mare in inverno sa che, nel momento in cui si arriva nella spiaggia isolata dove si è soli in mezzo al silenzio e alla profondità dell'orizzonte, si ha la sensazione di essere catapultati in un'atmosfera surreale. La stessa percezione si ha con il nuovo lavoro dei Morfema.
Quest'afmosfera è creata dal ritmo malinconico ed evocativo creato da chitarre dal suono raffinato, che vanno a bilanciare il suono e il ritmo di una sezione ritmica più spinta. La vena cantautorale spicca in modo chiaro e lega tutti i testi tra loro, raccontando episodi di vita vissuta, sogni da realizzare e di quella continua ricerca personale che spinge ognuno di noi a mettersi in gioco.
Il soft-noise rock anni '90 dei Morfema è di molto migliorato e si è caratterizzato nei tre anni che hanno separato questa realese dalla precedente, mostrando in modo chiaro un avanzamento del livello artistico della band.

Se da un primo ascolto il lavoro del quintetto può sembrare meno immediato di quello precedente, ascolto dopo ascolto questa prima impressione viene accantonata. Infatti la profondità dei testi e la sperimentazione di nuovi arrangiamenti creano un buon risultato finale. Uno dei versi del brano d'apertura di "Al mare d'inverno" dice "Chi non è sognato non crescerà mai". Vero! Questa frase gli si addice perfettamente. È chiara la loro voglia di continuare a sognare. 

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