2Hurt Live Another Dope 2015 - Rock, Psichedelia, Folk

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I 2Hurt in questo disco live riescono a trasmettere un'intensità e un'immediatezza che non possono non scalfire i cuori, anche i più ingenerosi e freddi.

Pesante, opprimente, vorace. La voce grevissima di Paolo Bertozzi, una sorta di Tom Waits disturbato e in trance, è accompagnata da un rumore preponderante che ben presto esplode in una melodiosa quanto disagevole allegoria animalesca. Il tutto genera un pathos e un coinvolgimento straordinario. I 2Hurt fanno male, come da nome, ma è un male che non ci dispiace affrontare, tutt'altro. È un dolore che ci fa sentire vivi, e quando già in "Walking Through The Fields", traccia d'apertura, il ritmo esplode urlando e incalzando capiamo che "Live Another Dope" sarà senza ombra di dubbio un degno successore di quel gran bel disco che è stato "On Bended Knee".

In realtà non parliamo di un album vero e proprio ma di una sorta di Greatest Hits live che mette in risalto non necessariamente i brani migliori o i più conosciuti, ma semplicemente quelli giusti a ricreare un'atmosfera dal sapore epico, capace di coinvolgere a pieno nel profondo. A questi pezzi, si aggiunge un inedito, "Taste Of My Paste". Alcuni brani, come "Leave This Time" sembrano teletrasportati direttamente dalla sala prove al palco, e contengono un'intensità, un'immediatezza, che non possono non scalfire i cuori, anche i più ingenerosi e freddi.

C'è molta America in questo disco, dalla California del già citato Tom Waits al midwest di Johnny Cash, ma immagazzinata in una cornice rock sporchissima, che spazia dal grunge degli Alice in Chains alle ballate country più tradizionali, con quel tocco di classe dato dall'inebriante violino di Laura Senatore.

Nella recensione di "On Bended Knee" dicevamo che era impossibile raccontare un disco come questo senza partire dalle suggestioni che esso evoca. In "Live Another Dope" la sensazione rimane la stessa, ma è ulteriormente acuita dalla dimensione live: si capisce che lo sforzo evocativo è ancora maggiore, e l'intensità prodotta risulta devastante. È quello che inserivamo a pieno titolo nel "nuovo sound italiano", e poterlo gustare per tutti gli 80 minuti di quest'album ricchissimo di spunti è un piacere al quale non vogliamo rinunciare.

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La recensione Live Another Dope di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-05-02 08:00:00

COMMENTI (5)

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  • laureensands 5 anni Rispondi

    2hurt troppo oltre e sprecati in italia

  • 2hurt 5 anni Rispondi

    :-) rock it ok

  • mark.rajola 5 anni Rispondi

    Bella rece complimenti a chi suona e chi ne scrive

  • sh89 5 anni Rispondi

    Rock on? Rock it! ;)

  • 2hurt 5 anni Rispondi

    Grazie Flavio hai perfettamente descritto le nostre intenzioni.E grazie per i complimenti che terremo dentro di noi.Rock On