02/08/2016

La seduzione malinconica di una pista da ballo nel punto esatto della fine dell’estate, della fine di un amore, di un desiderio che si frammenta in briciole di stelle atte a illuminare per il tempo che resta. “Last for Motifs”, primo album per il giovanissimo producer Maiole (classe 1995), è la somma di piccole tristezze che si sciolgono nella dance, è il pop elegante che insegue i beat per abbracciarli, è l’atmosfera che si fa leggera anche se quel pensiero fisso non s’allontana. Otto brani che incarnano una visione chiara dell’elettronica: la passione che si fonde con un’attitudine raffinata, i suoni puliti e la dancefloor, i tramonti e l’ultima notte insieme.

“Tawanshine” apre morbida per sposare le luci della strada mentre corriamo l’uno verso l’altro, “Unsure (But There’s More)” è così minimale ed eterea da spingere i piedi a muoversi su pavimenti disegnati nel cielo, ché in fondo tutto è possibile, tutto è ancora da sognare e risplendere in quest’ultima notte, rendiamola eterna con la musica giusta. Il groove e i fuochi fatui dell'adolescenza, l'innocenza che si perde per diventare consapevolezza, e ogni cosa è lieve e fluida, e luccicante:  “Forward, Nowhere” e “Bestbelief” chiudono col sapore di un bacio rubato un disco che incrocia magnificamente french touch, derive lounge da bordo piscina e riflessioni di un disco-dancer, che continua a ballare all’infinito mentre qualcosa di prezioso finisce.

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La recensione MAIOLE - Recensione - Last for motifs di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 18/07/2019

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