nailsandcastles Nails&Castles 2016 - New-Wave, Indie, Shoegaze

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Idee ancora intrappolate, che andranno migliorate in futuro

"Nails&Castles" è un progetto dell'omonimo due milanese, composto da 7 canzoni che cercano di unire shoegaze, new wave, punk e pop in un mix difficile da decifrare. La caratteristica più grande dell'intero lavoro è da ricercarsi nella totale assenza dei suoni provenienti dalla chitarra: l'ambiente sonoro è infatti pervaso da basso, contrabbasso e sample di batteria con l'intento di donare all'intero lavoro un sound omogeneo e volutamente lo-fi.

Purtroppo, dopo poche canzoni, ci si accorge subito che la ricerca della compattezza compositiva ha totalmente annientato l'anima del disco. Ascoltando "The House" ci si accorge subito del sottile equilibrio che tiene insieme le varie parti della canzone: la voce, data l'assenza di altri strumenti protagonisti come chitarra o sintetizzatore, diventa il focus della canzone ma fin dalle prime parole si percepisce la debolezza e l'approssimazione della performance. Inficiato da un inglese decisamente approssimativo e qualche stonatura il cantato non riesce mai a far decollare la canzone e a creare quella scintilla che avrebbe dovuto spezzare il legame puramente ritmico e ripetitivo della parte strumentale.
Anche in canzoni come "The North Pole" o "Dr Feelgood", forse la traccia più ispirata del disco, si sente la mancanza di uno strumento che supporti la voce e che non renda vani i tentativi di climax vocale associati solamente ad un incremento ritmico (rullante) che poco può fare per dare maestosità al costrutto finale.

Il progetto "Nails&Castle" al momento sembra troppo impegnativo e forse anche fuori target nonostante gli intenti contenutistici esplicitati dal duo nella descrizione del loro lavoro. Questi dubbi sorgono soprattutto trovandosi davanti a canzoni come "Brighter Than a Star" che, con il suo sound di ispirazione vagamente punk collegiale, fa perdere il filo logico all'ascoltatore.
Infine la scelta, forse pretenziosa, di incentrare tutto l'album sulla sezione ritmica ha forse contribuito ad affossare l'intera composizione a causa di una ricerca sonora ancora lontana dall'essere solida.

In futuro sarà sicuramente necessario rivedere e sviluppare tutta l’impalcatura sonora e focalizzarsi per prima cosa sugli arrangiamenti e sul miglioramento dello stile vocale senza aver paura di aggiungere gradualmente quella complessità che potrebbe portare il duo a liberare le idee ancora intrappolate all'interno del disco d'esordio.

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La recensione Nails&Castles di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-04-26 00:00:00

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