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RECENSIONE
14/03/2016

Ci sono dischi che hanno la capacità di dirti che non importa, che nonostante gli errori andrà tutto bene, e tu, mentre li ascolti, ci credi. E nel tempo in cui la musica gira puoi stare tranquillo perché la magia è lì, c’è il calore che viene fuori da un milione di abbracci e sono per te, e tu continui a crederci perché davvero, in quel momento, ogni porta pare aprirsi ai tuoi desideri: guardare il mondo attraverso la poesia a volte è sufficiente per cambiare i colori e le forme, è un po’ come avere dei superpoteri, e in questo senso Giorgio Tuma è un supereroe. Un superman pop che parte da una visione raffinata e luminosa, che si insinua tra i suoni quasi fosse la cosa più semplice da fare, e disegna volando atmosfere che sposano la campagna, il verde dei luoghi nascosti e il bianco leggero di latitudini dal freddo estremo.

La cosa più sorprendente è che un album che parla di amore negato, e si spinge negli angoli di una tristezza che sembra ormai bagaglio fisso di una vita, abbia il viso e il portamento di un amico che dona conforto: i brani si infrangono come onde su un’isola circondata da tutto il dolore del mondo, c’è, si vede, eppure, nel tempo in cui la musica gira, ci si sente al sicuro. Con “The Wings of a Loser” gli spazi si fanno talmente aperti da non poterli realmente immaginare, e con pochi tocchi, con gli occhi socchiusi per un’alba cui si soccombe, scivolano tra le gocce piccole e luccicanti perle come “Maude Hope”: ogni nota e ogni parola corre con passi lievi sul filo sospeso tra nostalgia e un presente fuori fuoco dove soltanto per un attimo il volto si rilassa, l’attimo in cui la bellezza timida eppure dirompente della musica ti distrae dal calcolare il peso di un’assenza.

“Release from the Centre of Your Heart” è la scena del ricordo di un amore in una commedia brillante degli anni '60, è un’orchestra che suona sotto il balcone. “Bright Hugs” e la sua chitarra alt-folk tagliando la visuale con una luce trasversale, coi fiati a sostenere lo sguardo. Impossibile restare indifferenti quando parte “My Last Tears Will Be a Blue Melody”: un invito al ballo in una sala con il cielo sulla testa.

“This Life Denied Me Your Love” è un disco sinfonico, fatato, incantevole, ricco di preziose collaborazioni (tra gli altri Laetitia Sadier, Matilde Davoli, Mike Andrews e Populous) e dove Tuma sembra camminare con spirito da cantautore intimista che racconta favole tanto confidenziali quanto universali, lungo un percorso variegato dove raccogliere voci, suoni, molteplici strumenti e influenze, e su tutto un’eleganza che fa brillare ciascuna nota, e su ogni nota la magia.

Commenti (3)
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  • MaxGit 12/05/2016 ore 13:00

    splendida rece per splendido disco. Fatato, come dici tu!

    > rispondi a @MaxGit
  • TopMedias 27/10/2016 ore 16:35

    Interessante disco, molto intrigante

    > rispondi a @TopMedias
  • miroblacksouth 13/01/2018 ore 19:51

    Ascoltando i brani con gli occhi chiusi si riesce a viaggiare sollevato dalla magia della musica.

    > rispondi a @miroblacksouth
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