Malausséne Malausséne 2004 - Folk

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Tanto per cominciare, complimenti per la scelta della ragione sociale, presa a prestito da quel Daniel Pennac creatore della saga dei Malausséne, una delle famiglie più sgangherate mai uscite dalle pagine della letteratura romanzesca contemporanea. Quasi una scelta di campo, in grado di suscitare un immediato sorriso di rispetto e simpatia, e che, a voler esagerare, riesce persino a facilitare l’ingresso del dischetto nel lettore. Ed è facile accorgersi, con discreta immediatezza, che i ragazzi pugliesi non hanno per nulla sbagliato ad accollarsi un nominativo così impegnativo.

Tanto Benjamin e famiglia appaiono così dolcemente svagati e inadatti ad una squallida vita borghese, allo stesso tempo i Malausséne (intesi come musicisti) si sono impossessati di uno spirito maledetto che li ha portati ad adottare una forma canzone chiassosa e irriverente, capace di abbracciare lo spirito balcanico e inserirlo in un contesto all’interno del quale è facile riconoscere echi di Tom Waits, Vinicio Capossela, dei Pogues, dei vecchi Modena city ramblers. Una formula che funziona.

E diverte: l’istintiva “In silenzio” (registrata dal vivo, non in modo impeccabile a dire il vero) è da pogo selvaggio, appena più riflessiva “Monsieur”, costruita su interessanti soluzioni armoniche e per giunta arricchita da un testo che farebbe brillare gli occhi a Georges Brassens.

Aspettiamo che i Malausséne ci regalino altre cose prima di poter esprimere un giudizio più o meno definitivo. E se un loro concerto dovesse capitarci a tiro, sarebbe stupido esitare un solo istante a prenotare un posto in prima fila. Questi tarantolati dovrebbero saper bene come farci smuovere il di dietro. Roba da spedire l’epilessia del cane Julius ad un punto di non ritorno.

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La recensione Malausséne di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-12-02 00:00:00

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