19/05/2016

Varie vicissitudini hanno portato a un demo d'esordio datata 2012, seguito da un lungo silenzio che sembra giungere al termine con un lp autoprodotto: tornano in carreggiata i Lemartire, proponendo un disco eponimo.
Tredici tracce (contornate da skit vari ed eventuali) che suonano marcatamente punk-hardcore: l'ascolto proposto è un salto nel passato, rinvigorisce l'epoca d'oro del genere databile fra i 25 ed i 30 anni fa aggiungendo sprazzi di modernità; gradevoli variazioni sul tema, gli influssi hard rock che in un paio di episodi strizzano l'occhio ai Motorhead. Peculiare, inoltre, la rabbia ed il disagio che traspare dai testi, mai banali: attraverso questa chiave d'ascolto, convince la performance in studio del frontman e bassista Paolo Finazzi.
Il primo disco della band bergamasca si colloca nel genere senza rischiare troppo, ma il gioco vale e Lemartire emerge dall'underground. Ora bisogna macinare quante più date live possibili e dare continuità ad un progetto fermo per tanto tempo.

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La recensione Lemartire - Recensione - LEMARTIRE di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

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