Filth in my Garage Songs from the lowest floor 2016 - Rock, Noise, Hardcore

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I Filth in my Garage esordiscono con un album maturo e potente

Ci sfidano i Filth in my Garage, sfidano chiunque a dire che il loro primo album vero e proprio non sia ben costruito e potente. Questo perlomeno è ciò che sembra vogliano dire con "Stampede", il brano che apre "Songs from the lowest floor", che sembra una cover dei vecchi pezzi western, sospesa e piena di suspense.

"Black and Blue" raccoglie il guanto con una forza sonora degna di nota, presentando subito alcune delle caratteristiche migliori della band: prima fra tutte la potente voce di Stefano Bonora che passa tranquillamente dallo scream più sostenuto al pulito, riportando così la mente indietro ai Black Flag.

Caratteristica che risulta ancora più evidente in "Devil's Shape" ,che parte potentissima per poi tranquillizzarsi e chiudere col botto. Il tutto gestito benissimo sia dalla sezione ritmica, impeccabile con un basso martellante, una batteria piena e sempre sul pezzo, che dalle chitarre.
Chitarre che riprendono il sound iniziale creando un'atmosfera mistica per "Greenwitch" che fa da introduzione strumentale a "The Awful Path".

La lunga "Red Door" parte sulla falsa riga dei due pezzi precendenti per poi iniziare una crescita continua, dimostrando ancora una volta le capacità dei Filth in my Garage. 
Diventa ben chiaro, con gli ultimi due brani, che l'arrivare alla potenza del brano gradualmente partendo da lunghi accordi e ritmi meno incalzanti è la struttura che più piace alla band che sa di poter dimostrare al meglio le proprie capacità, riuscendo anche a rendere l'album più apprezzabile con un continuo cambio di emozioni ed energia.

In tre anni, il tempo trascorso dal loro primo ep "12.21.12", i Filth in my Garage hanno avuto il tempo di trovare il proprio sound partorendo una ricetta perfetta per le loro corde, sia vocali che non. Hanno abbandonato l'esagerazione psichedelica senza però perderla del tutto, usandola per creare atmosfere più cupe e distese.
Una buona ricetta che ha portato un ottimo risultato.

 

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La recensione Songs from the lowest floor di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-11-21 10:00:00

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