13/04/2016

Arriva dopo otto anni di attività, qualche ripensamento e cambi di rotta il primo disco dei Mr. Kite, un long play eponimo autoprodotto dalla band lombarda. Giovani ma dai meccanismi ampiamente rodati, i quattro milanesi propongono dieci tracce in netta contrapposizione alle tendenze discografiche più recenti: l'ampio respiro analogico dell'ascolto spazza via qualsiasi spunto electro, regalando un disco fra post-rock e dream pop eseguito con il canonico assetto batteria-basso-chitarra e cantato in italiano.
Il decollo coincide con la terza canzone: dopo due brani “di riscaldamento” arriva “Brenda di Banzi”, che cita gli Smiths a partire dal titolo per evolversi in una progressione musicale tipicamente riconducibile alla band di Manchester. Convince anche “Radici”, che riesce a fondere alla perfezione testo introspettivo e ritmica evocativa; giusto in tempo per introdurre la strumentale “Lassù albi rumba”, fugace quanto intenso manifesto artistico. La chiusura è affidata a “Polvere”, episodio tanto malinconico quanto coerente con il resto delle canzoni proposte, degno congedo dalla prima volta dei Mr. Kite.
Un disco interessante, pubblicato senza troppe pretese ma ben riuscito nella sua discrezione: c'è tanta coerenza e basi interessanti, attendiamo nuove prove studio che, si spera, coincidano con spaziature e sperimentazioni maggiori. La messa a fuoco è ottimale, ora si tratta di allargare il panorama.

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La recensione Mr.Kite - Recensione - Mr.Kite di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 21/07/2019

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