23/05/2016

Sono un gruppo abbastanza navigato nell'underground gli Humanoira, e dopo un silenzio durato sette anni arriva il nuovo long play intitolato “Fedeli alla linea”, pubblicato da Seahorse Recording e distribuito da Audioglobe.
Una scelta di pancia già a partire dalla denominazione del prodotto discografico: i quattro musicisti livornesi suonano un rock'n'blues su cui si innestano forti radici cantautoriali, scanzonate ed iconoclaste come solo la tipica attitudine toscana riesce a colorare. Ci si ritrova subito spiazzati, con l'introduzione affidata alla gracchiante voce di Wanna Marchi nel pieno di una televendita e bisogna aspettare la title-track per trovare tracce degli Humanoira, fin da subito convincenti in un brano dalla ritmica studiata ed originale. Scorrono le tracce, troviamo voglia di prendere (e prendersi in giro): “Musicomio” è fitta di riferimento all'universo discografico mentre “E allora cosa fo'” coinvolge nel mood rassegnato di uno sfortunato personaggio tradito dai rapporti sentimentali. La fase finale del disco catalizza gli episodi musicalmente più ruvidi fino all'electro-congedo di “Lavorare con lentezza”, sincopata variazione sul main concept della band.
È un album piacevole (tranne quando parla Wanna Marchi) quello firmato dagli Humanoira, che tornano in studio e si prodigano in registrazioni interessanti, sia sul piano compositivo che esecutivo. Divertono e coinvolgono, e la dimensione live amplifica sicuramente quanto di buono traspare dalla dozzina di tracce proposte.

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La recensione Humanoira - Recensione - FEDELI ALLA LINEA di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 19/07/2019

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