16/06/2016

"Facciamo canzoni in italiano, facciamo rock'n'roll, il resto poco importa". Così, in modo chiaro e diretto, si descrive Il Giardino, band sarda che presenta "Il mondo in due", il primo album completamente in italiano. Il loro lavoro si apre con il pezzo "Bravi noi" dove si capisce che la band ha le idee ben chiare. Infatti con questo inizio irriverente Aztori (voce e chitarra) accusa e critica i meccanismi che caratterizzano la musica italiana, ai quali di certo il gruppo non si vuole adeguare. Per esempio hanno scelto di non più cantare in inglese, e desiderano essere autori e non solo interpreti come tanti.

Gli arrangiamenti scelti per questo album d'esordio sono molto semplici, tanto da rischiare di passare in secondo piano rispetto ai brani. Nessuna delle 12 tracce presenta particolari sperimentazioni. La melodia non è complessa e ricercata, ed è anche per questo che i testi colpiscono al primo ascolto. Sono proprio questi ultimi a spiccare, diventando il punto forte dell'intero album perché in modo semplice, ma non banale, raccontano storie. Nelle tracce sono narrati episodi di vita vissuta che richiamano alcuni fatti quotidiani. 

Ne sono un esempio la traccia numero uno e dieci che raccontano le difficoltà che molti musicisti incontrano nel mercato musicale, si passa poi al tema della violenza sulle donne raccontata benissimo nel nono brano intitolato "Una storiella". Tra tutti versi della traccia nove, spicca in modo diretto e forte il verso "il ex mio marito e il suo amico del cuore, bruciarono il viso di quella sgualdrina che non specchiò più il suo volto in vetrina" che sembra raccontare la cronaca esatta di questa nostra epoca. Bella anche la traccia numero otto che in semplicità racconta di quante ingiustizie spesso colpiscano le persone più deboli. Tagliente infatti è la frase di questo brano "e se poi pensi che là fuori ci sono persone peggiori e la loro vita è tutta rose e fiori, poi c'è gente che non merita niente ma di fortune ne ha tante".

"Non so se cantando voi ci mettete il cuore..." dicono infine in uno dei loro pezzi sta di fatto che il gruppo sardo di sicuro il cuore nel loro progetto musicale lo mettono, e si sente. Aztori e co. presentano al pubblico italiano un bel lavoro, e questo se non altro è solo l'inizio. La voglia di raccontare e di scrivere non manca, basterà aggiustare il tiro su arrangiamenti e melodie.

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