29/07/2016

Compendio di synth-pop dalla matrice anni '80 e tessiture di malinconica new wave: il primo album di Matteo Novalis è un chiaro esempio di elettronica declinata nelle sue sfumature più nere eppure intensamente ballabili, un disegno lineare fatto di drum machine ed effetti nostalgici, un giorno di pioggia immerso tra settimane di limpida estate.

Da “Sagapò Gestapò” col suo beat ossessivo e la scia nera che lascia dietro di sé, a “La Voce”, morbida e sinuosa ballad che dipinge tristezza e sospinge i pensieri, fino a “Stalker”, brano già presente nell’ep ‘Novalis…baby!?’ e qui in una nuova versione, che è una formidabile hit estiva à la Camerini, è il giorno di sole immerso tra settimane di infinito novembre. Sempre dall’ep, Novalis ripesca “Cara dolce borderline” e “Sensi”: una, poesia che si scioglie come lacrime in una corsa in bici, l’altra, fantascientifica nuvola di suoni che bene s’accompagnerebbe a un immaginario di futuri distopici.

“Effetto Novalis” è una prova convincente e un tuffo nel passato, è un giorno di novembre o una notte dal finale incerto, è il pop sintetico e scuro e un ricordo vago prima di dormire: un piacevole ascolto.

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La recensione Matteo Novalis - Recensione - Effetto Novalis di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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