06/04/2016

Torniamo nel 2009, quando le collaborazioni tra gli artisti hip hop e RnB americani e i dj electro house europei creavano un ibrido tra rap e cassa dritta che ha dato frutti anche molto valenti, come l’album "The E.N.D " dei Black Eyed Peas, "Memories" di David Guetta o il remix apri-strada di Benny Benassi di "Bring The Noise" dei Public Enemy. Torniamo nel 2009, quando il pop scopriva il suo lato electro dance, ma l’industria musicale non aveva ancora bene inteso come sfruttarlo commercialmente, quindi tali collaborazioni erano ancora incontri stimolanti tra mondi diversi. Torniamo nel 2009, quando techno, house, drum and bass e derivati non erano ancora stati risucchiati in quel buco nero sterile che è l’EDM.
Torniamo nel 2009 e "Paradise" ha un senso. Invece, questa scena, che forse non fu una scena ma una moda fruttuosa (in termini economici ma anche musicali), si spense nel giro di due anni scarsi, tanto che già la prima collaborazione tra Benny Benassi e Chris Brown con "Beautiful People" del 2011, sembrava già leggermente fuori tempo. In "Paradise", rimane solo quella retorica vuota che il 2009 ci ha lasciato come uno scheletro che cammina.

Tracklist

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