21/06/2016

"Lightpole": faro ed anteposto di luce nonché tentativo di spuntare e venir fuori dall'affascinante penombra che spesso avvolge l'electronic rock.  Il mezzo utilizzato dalla band, i Lightpole appunto, per salire a galla e farsi identificare è un primo ep omonimo composto da cinque canzoni. Siamo di fronte ad un apprezzabile pacchetto musicale, sì breve, forse un po' timido, ma senza dubbio interessante.

Nella sequenza cronologica di ascolto "Euphelia", "What you leave back", "Reach out", "Samsara" e "Voices" cercano di farsi strada in uno scenario ombroso, tra atmosfere e suoni perfettamente tipici del genere in questione, tramite chitarre elettriche distorte, sintetizzatore e melodie che spesso risultano facilmente orecchiabili e memorizzabili. In merito a questo ultimo aspetto è bene citare la seconda e la terza traccia dove i ritornelli possono anche avere la capacità di insinuarsi nella memoria dell'ascoltatore.

Titoli esoterici spettano poi alla prima, "Euphelia", e soprattutto alla quarta canzone "Samsara", dove il riferimento al concetto del viaggio nel ciclo della vita proveniente dalle dottrine orientali (Saṃsāra) è ripercorso in senso figurale e insidioso nel testo:

Something moves my mind
Threatening clouds rage
Over my walk
On a valley with no way out

I take part in this divine plan
At the mercy of flows of air
It’s like to be in a hamster’s wheel.

Anche musicalmente quest'ultima traccia è senza dubbio la più dark e psichedelica nello stile con la parte cantata che riconduce anche al gothic rock.
Dunque, buoni appaiono gli spunti di ascolto e apprezzamento per questa raccolta. Con una maggiore cura dei dettagli nei suoni e nella registrazione, in futuro i Lightpole potranno proporre degli album completi e sostanziosi.

 

Tracklist

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