Metal Carter Cult Leader 2016 - Rap

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"Cult Leader" è un manifesto del rap fatto con originalità e voglia di comunicare, originale e vario al punto giusto, un'ottima prova.

Metal Carter si è reso celebre per il proprio stile che è stato, negli anni, un unicum all'interno del panorama rap italiano: contraddistinto da un suono hardcore e da rime truculente, il suo è stato il primo autentico tentativo di horrorcore italiano. Tutti gli appassionati del genere conoscono brani come "Pagliaccio di ghiaccio" e in molti han teso il paragone con Necro, stella del panorama internazionale.
Questo nuovo "Cult Leader", nonostante sia stato anticipato da un pezzo crossover (la chitarra che "macina riff" è stata suonata in studio), è un album coeso che suona al 100% rap, prodotto interamente da Depha (se escludiamo lo skit di "Danno" prodotto da Dj Craim) e con un Metal Carter in ottima forma.

Il Signore del Male aka "Non si scappa dalla realtà" è ben consapevole di quello che ha collezionato in questi 13 anni di carriera ed è agguerrito, competitivo: lo dimostrano gli 11 rapper presenti (con ottime strofe, tra l'altro) con il quale il Sergente di metallo si è confrontato e che offrono le giuste variazioni a un disco che avrebbe altrimenti avuto un piglio forse troppo cupo vista la lunghezza di ben 19 capitoli. Scelta che si dimostra a maggior ragione vincente, visto che alcune collaborazioni con Carter stesso risultano del tutto inedite e sorprendono per l'alchimia che pare esserci (Su tutti, Tormento e Madman creano due atmosfere completamente diverse eppure perfettamente coerenti: uno descrive i suoi cambi d'umore con un flow morbido, mentre l'altro chiude la strofa con un "Vai col party nichilista", canzonatorio e sfacciato).
È per la scrittura dei brani in cui il rapper del Truce-Klan è da solo che però bisogna apprezzare veramente questo disco: Metal Carter sa di essere culto per la propria fanbase e non ha paura di dire ciò che dice, lo fa anzi con orgoglio, cercando l'immortalità, a sottolineare ancora una volta il tentativo d'esorcizzare le proprie paure.
È nel carico di responsabilità che si mette addosso che gli va riconosciuto il suo miglior pregio: la delivery e la scrittura estremamente personali liberano Carter da ogni demone e questo lo sa: "al microfono anche l'assurdo ha senso" dice nel primo brano, ripetendo come un mantra che vuole vivere "senza dolore, senza paura". "Questo rap deve arrivare a più gente possibile" dice, perché se è vero che serve ad esorcizzare e può aiutare altre persone allora ben venga, visto che "una canzone non cambia il mondo, ma può aiutare certe persone". A chiudere il disco c'è una serie di immagini sempre più macabre, proprio in contrasto con la profondità e la consapevolezza ricercata sinora: "Metal Blade Freestyle" è un esercizio di stile: proprio quello stile che Metal Carter ha saputo far suo e di cui può far sfoggio in ogni momento, con tutto l'orgoglio e l'arroganza (assolutamente necessaria) del caso.

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La recensione Cult Leader di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-07-06 10:00:00

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