29/07/2016

Si presentano con "Litros" i friulani Sacrabolt, portando un disco ben costruito e molto piacevole.
L'album è diviso in due parti fondamentalmente diverse fra loro ma in assoluto equilibrio, introdotte da "Intro: 1 part of hot chocolate" e "Interlude: 2 Parts of Spirit", uno il seguito dell'altro brano per creare una continuità nell'evoluzione artistica di questi dodici pezzi.

La prima parte è quella più hard rock, più potente e folle, con pezzi che vanno dall'alternative figlio dei System of a Down a sonorità più vicine a quelle dei Cult del periodo di "Love" (sicuramente complici la voce calda e i potenti riff di chitarra che ricordano vagamente l'accoppiata vincente Astbury-Duffy), passando dalla fin troppo queeneggiante "Quereña" la cui linea vocale è troppo simile a "Crazy Little Thing Called Love" per non farci caso. 

Dopo l'interludio inizia la parte dell'album più calma e tradizionale, segnata da "By My Side" e dalla ballad "Feccia", fino ad arrivare all'acustica "Falling to Pieces" in cui spicca ulteriormente la voce di Luca Hellfo Bressani, calda e potente, accompagnata da ottime seppur semplici armonizzazioni.
La chiusura di "Litros" è lasciata alla title track che accompagna dolcemente l'ascoltatore alla fine lasciandolo rilassato e soddisfatto.
Sull'ultima traballante nota con cui i Sacrabolt si congedano non si può non rimanere colpiti ripensando a cosa si ha appena finito di ascoltare: un album vario ma compatto, con una forte componente rock e un leggero retrogusto alternative, di un colore grezzo e particolarmente post-grunge. Perfetto per accompagnare una dose di voglia di ascoltare buona musica.

 

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