Sunomi Albume 2016 - Funk, Punk-funk, Pop rock

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Uno "psychofunkypunkypop" annunciato ma sfiorato ancora solo leggermente.

Dopo i due precedenti ep "Zzati" e "C", i Sunomi si ripropongono con un album di dieci canzoni intitolato "Albume". Si tratta di una raccolta ancora in linea nello stile e nella musicalità con quanto proposto in precedenza. Di base, in effetti, non si assiste ad una particolare evoluzione né dal punto di vista degli arrangiamenti né per quello dei testi. I Sunomi, band proveniente dalla capitale, in attività all'incirca da cinque anni, si cimentano quindi ancora su di una tavola musicale contornata da rock. La formazione è in sostanza formata dallo zoccolo duro del genere: quattro componenti e tre strumenti cioè basso elettrico, chitarra elettrica e batteria.

Il genere portante che lega i pezzi è un indie rock alleggerito dal timbro di voce di Giovanni De Giorgi, mai stancante, ma neanche particolarmente ricco di tecnicismi. Forse sarà questo un aspetto che gli porterà tanti estimatori. Per certi giochi di parole e idee il testo della traccia di apertura, "ilDubbio", può condurre a tratti verso vecchi lavori dei Bluvertigo, mentre nella seguente, "GliAmicìdi", si ritorna a tematiche più scontate legate alle sovrapposizioni di gioie e dolori nell'amicizia.

Dal punto di vista musicale, va sottolineato il basso incalzante e squillante di Francesco Maselli nella successiva "Tuttiglialtri", senza dubbio la miglior canzone per questo strumento in "Albume". Dopo il ripescaggio dai precedenti ep di "Cervello", cavallo di battagli dei Sunomi, "Suigiornali" e "L'Urlo" passano quasi indenni all'ascolto se non fosse per una sempre graffiante e sincopata chitarra di Stefano Fenu e dello stesso De Giorgi.

Traghettando verso le tracce finali dell'album si giunge alla canzone che più di tutte si diversifica nel lotto delle dieci proposte: "Cane". Il perché risiede sia nel testo, dove viene personificato in maniera abbastanza originale il punto di vista del cane domestico al cospetto dell'uomo che lo circonda ogni giorno, sia nella musica, in cui la melodia portante del pezzo abbraccia per la prima e l'unica volta uno sprazzo di reggae.

Finito l'ascolto, assimilato il tutto, lo psychofunkypunkypop dichiarato dalla band sembra apparire ancora all'alba del suo concepimento. Gli aspetti psycho e funky, in particolar modo, sono ad oggi ancora trascurati o a volte assenti nelle canzoni. Permettetemi il gioco di parole: forse all'albume di questo album manca ancora il corrispettivo tuorlo per completarsi.

 

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La recensione Albume di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-07-06 00:00:00

COMMENTI (2)

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  • DaniloGiordano 5 anni Rispondi

    Ciao ragazzi, di nulla. Avete fatto benissimo a precisare la questione della line-up. Probabilmente avevo fatto riferimento ad una un po' più vecchiotta.
    Si, in effetti si sentivano anche all'orecchio che i precedenti EP non erano stati registrati in uno studio professionale. Fatto sta che aspettiamo quindi di ascoltare le vostre prossime registrazioni così potremo continuare ad approfondire meglio la questione dello psychofunkypunkypop ;) A presto!

  • sunomi 5 anni Rispondi

    Grazie Danilo, attenzione però, la band è un trio: Stefano Fenu non suona con noi da diversi anni e non registra con noi da "Zzati", del 2012, a parte una piccola collaborazione su un brano di "C", del 2013.
    Inoltre, dichiariamo ora che psychofunkypunkypop non significa nè funky, nè psycho, nè punk, nè pop, bensì psychofunkypunkypop. Credo che nessuno di questi elementi sia distinguibile singolarmente, proprio perchè non vogliamo suonare funk o punk o reggae e non lo facciamo.
    Giusta invece l'osservazione sul tuorlo: Albume è esattamente come dici, un'alba. Non è un punto d'arrivo ma un inizio, e gioca proprio sull'estensione del significato della parola, che deriva da albus, ovvero bianco, luce, alba, inizio. Ma è anche l'albume che nutre il tuorlo. Il tuorlo arriverà. Grazie per aver colto questo dettaglio.
    Del resto, avendo finalmente varcato la soglia di uno studio, volevamo proprio puntualizzare quanto registrato alla meno peggio in garage sui precedenti EP (due brani infatti sono stati ripresi), per partire da qui.
    Grazie per averci ascoltati e per aver dato il tuo parere.