26/09/2016

La musica di Leila è affascinante e originale: a tratti psichedelica, a tratti cantautorale, a tratti sperimentale, a tratti elettronica. È tante cose contemporaneamente e il difetto, in questi casi, è la mancanza di una direzione precisa. Se le cose però sono fatte bene, il punto perso si recupera subito. Ed è questo il caso di Leila.

La forza di persuasione creata da musica e parole è esemplare in “Dondolo”, traccia d’apertura del disco, in cui l’immagine del “dondolo” diventa metafora di un’esistenza oscillante e sospesa. “Mondo mio” si regge sulle ripetizioni ossessive coordinate con le scosse elettroniche di una musica che vibra sotto pelle; “S’è fatto tardi” è acustica, dai toni tenui e dolci ed è lo sguardo a due che mira verso direzioni diverse, la scoperta che “non abbiamo mai guardato nella stessa direzione”. Per gusto personale, una delle migliori. “Sara” è esplosione di colori e fantasia, battiti regolari e pizzichi sulla pelle. “Let me get in” è l’unico brano in inglese, richiama le atmosfere eteree dei Goldfrapp e riecheggia nella testa per tutta la giornata. A chiudere tutto ci pensa “Noi”, fatta di un rock sperimentale e originale, urlata e sentita.

Insomma, Leila con questo primo disco fa tanti esperimenti. Tutti apprezzabili e in generale ben riusciti e curati. Si fa ascoltare con piacere sia quando è la chitarra acustica a reggere l’andamento del brano, sia quando la musica diventa più sperimentale ed elettronica. Il consiglio, per il futuro, è di prendere una direzione e sviscerarla fino a raggiungerne il nucleo. Intanto il primo passo è stato fatto col piede giusto.

Tracklist

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