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RECENSIONE
25/10/2004

Teddy bears già dal nome: ritratti sotto forma di diavoletti in copertina, sito web memorial in stile horror, pins dai vari design in vendita, titoli come “King came from Mars” o “Rockabilly freakout”, concerti con nomi del calibro di Demented Are Go e Nekromantix. Avete capito bene, i Nostrisono proprio un gruppo rockabilly di quelli che pescano a piene mani dalle sonorità del surf e del rock‘n’roll, con il solo, sano scopo di fare muovere e divertire.

Da Memphis via sino ai giorni nostri, incrociando punk e quant’altro sulla strada, questo sound ha cambiato la vita di migliaia di persone, direttamente o indirettamente. Oggi si parla di rockabilly revival, ma la realtà è che la passione per il primitive and raw rock‘n’roll, come lo definisce la band, è sempre sopravvissuta nelle braccia di premurosi fans, pronti a far di tutto pur di dar spettacolo, dalle vesti poco ortodosse delle copertine dei Reverend Horton Heat allo stile horror da fumetti americani per adolescenti, tutto Frankenstein e vampiri, proprio di molti gruppi tra cui i già citati Nekromantix.

I Kim's Teddy Bears surfano per l’Italia e l’Europa oramai dal 1996, e la loro esperienza si può ben vedere dalla padronanza del genere che mostrano. Registrazione appositamente lo-fi, spruzzi di esotica, come in America su usava definire l’easy listening che mostrava ritmi e strumentazioni appena fuori dal comune (“Yellow fever”), psychobilly nella scia della fiorente scena underground internazionale, il gruppo dell’oltrepò fa sul serio e sforna una dozzina di brani che riportano le lancette del tempo indietro di 10 (o 50?) anni sul lungo tragitto tracciato dal Re, portando con se odor di bistecche spesse un dito, ketchup e Coca-Cola. Il livello uniforme del disco poi non lascerà delusi i fan, sebbene forse questo non sia il gradino di ingresso più agile per introdursi nel mondo del rockabilly.

Se le pin-up dei locali americani addobbano a tutt’oggi le vostre camere, se avete fatto fare studi di architettura sul vostro ciuffo, se i gruppi di sopra, o anche gente come gli Hormonauts, vi sembrano oramai parenti, allora sapete già che questo disco fa per voi. Altrimenti allacciatevi alla rete e visitate il loro sito, scaricate gli mp3 a disposizione, provate anche la musica degli altri nomi fondamentali della scena. Fatelo subito, forse sarà un’altra scintilla nel vostro rapporto con la musica.

Tracklist

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