Retrolover s/t 2004 - Rock

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I veronesi Retrolover si muovono nell'orbita dei Marlene Kuntz - assumendo a tratti venature più melodiche e d'atmosfera. D'altro canto le piacevoli grafiche retrò del disco - che sembrano uscire direttamente da "happy days" - testimoniano di uno spiccato piglio popular.

Dopo l'etereo strumentale "waiting..." che apre le danze, bastano "tramonto" e "della notte" perché sia tracciato l'orizzonte entro cui si muove il quartetto: liriche in italiano meno inclini all'ermetismo dei soliti epigoni di Godano, buoni spunti melodici di chitarra, su cui s’innesta un buon set ritmico di stampo grunge, e distorsioni taglienti. Abbiamo dunque: i M.K. dei primi album, come s'è detto; a tratti un piglio angry nirvanesco ("non"); a coronare il tutto qualche ammiccamento al rock schizoide di Billy Corgan ("d.c.s.r.").

Nel complesso si tratta di un lavoro più che dignitoso, che per costituire l'esordio della formazione forse contiene troppi brani e dunque suona a tratti un po' piatto. Consiglierei per i prossimi lavori una maggiore attenzione alle linee vocali, che non sempre sono convincenti, mentre gli intrecci chitarra-basso sono decisamente molto curati e d'effetto (penso ad esempio all'ottima coda strumentale "...to give up").

Lo spirito e l'attitudine ci sono tutti, ora bisogna lavorare sui dettagli.

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La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-10-31 00:00:00

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