16/11/2016

“Two turntables and a mic”, cantavano i Black Moon nel lontano ’99. Che succede se ad essere in due non sono i giradischi, ma due talentuosi producer, e al microfono un altrettanto, skillatissimo MC, colleghi nella musica e per di più all’anagrafe (tutti classe ’91)? Succede che nasce 91Drama, gruppo e titolo di questo progetto che di belle caratteristiche ne ha, fin da subito. Già dall’intro del disco capiamo come il lavoro dei due beatmakers di Lamezia Terme, Swein e D.P. Jin the MastHz, si intersechi in modo praticamente perfetto sul flow di Dielle (Ostia), abbracciando delle sonorità davvero particolari.

Proprio queste sono il vanto dell’album, un insieme di campionamenti studiati ed esposti con fierezza nella tessitura di cassa e rullante sempre classici ma impreziositi da strumenti piuttosto anomali per un disco hip hop. L’armonica, le clavette, ogni tanto una chitarra tradizionale che sul boom bap acquistano tutto un altro sapore, uniscono l’analogico al digitale senza però mai entrare in contrasto. La linea melodica del beat si plasma sulla voce di Dielle e viceversa, il calore del suo flow abbraccia senza sforzo il tappeto musicale.
Dielle rappa con una tecnica ottima, forse figlia di tante ore di freestyle o forse, di tante notti con la biro in mano. Le stesse notti in cui risale dal fondo con la musica, parla di sé in un flusso di coscienza quasi in apnea ma sempre pacato, come in un dialogo allo specchio. Un racconto spesso senza interlocutori in cui si ripercorre la vita di tutti i giorni, il rapporto con il rap, i propri idoli (non abbiamo perso le citazioni a Biggie, Big Pun, Danno). Il rap che è sempre la salvezza dalla vita normale, la musica che mette a tacere il lamento di tutti i giorni (“L’ora d’aria”, “Tutto a puttane”, “Fase di shock”). Delusioni e aspettative che vanno e vengono tra come si era e come si cambierà (“Cos’è cambiato”), consapevoli che non è tanto il mondo ad evolvere, ma la nostra prospettiva. Situazioni in rima in cui qualsiasi ragazzo classe ’91 può facilmente identificarsi, nei dettagli, fino agli oggetti nelle proprie tasche (“Do the…”).
“91Drama” è un nuovo contraccolpo alle tendenze attuali che difende il suono hip hop originale, nel doppio senso di embrionale e innovativo. Un bel progetto e con ottime potenzialità, consigliato ai cultori dei quattro quarti.

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La recensione 91Drama - Recensione - 91Drama di Cristiana Lapresa è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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