04/11/2016

Se c'è una cosa per cui i The Santi hanno colpito nel segno è il titolo del loro album: "Ruvido". Ruvide sono le tracce, ruvida è la loro musica, ma non in un senso piacevole. "Ruvido" è sostanzialmente, usando le parole di William Shakespeare, come l’amore: una cosa troppo rude e aspra, e infine troppo violenta che punge come uno spino.

Con dieci brani, distribuiti in poco più di mezz'ora, "Ruvido" è sicuramente uno di quei lavori che lascia perplessi anche dopo il decimo ascolto, sia dal punto di vista musicale che da quello dei testi. Partiamo dal suono: si ha l'impressione di ascoltare pressoché lo stesso brano, data la scarsa varietà nei timbri. Le uniche eccezioni si registrano in "Fin qui tutto bene", in cui si lascia spazio a una delicata melodia eseguita con il piano e in "Giorni d'aprile" che invece può contare su un buon testo: "Giorni d'aprile / Nulla è più crudele" (richiamando T.S. Eliot con "Aprile è il più crudele dei mesi" in "Terra Desolata"). 
Per quanto riguarda invece il resto dei testi, sono purtroppo il tasto dolente dei The Santi. Nonostante lo sforzo d'interpretazione, alcuni brani dei The Santi lasciano l'amaro in bocca. Prendiamo ad esempio "+ Rabbia": all'inizio sembrerebbe una critica alla società, ai consumi sconsiderati, all'uso della cocaina da parte delle celebrità, alla "***** di Maria De Filippi che guarda in camera con tanta pietà" e perché no, verso i calciatori e i militari che diventano eroi. Ma in sintesi, qual è il messaggio di "+ Rabbia"? Purtroppo il brano si ferma a un'analisi piuttosto superficiale della questione. Senza parlare di "Grazie": da "Mi manca il tuo sorriso almeno tanto quanto il culo" al ritornello estenuante che recita "Grazie al cazzo".
C'è da dire che in "Ruvido" è contenuto un brano divertente dal sapore surreale, nonostante tratti un argomento forte come il gioco d'azzardo, ovvero "Chicken Story": "Stronza di gallina dammi tutto il tuo oro/ lo vuoi cacare quell'uovo o no?". 

Tra (medio)alti e bassi di "Ruvido" dei The Santi avremmo anche potuto salvare qualcosa, per esempio la netta sensazione che al di là del gusto poco raffinato per i suoni, la band probabilmente dal vivo possa rendere abbastanza bene. Per quanto riguarda la prova studio invece, c'è molto da rivedere.

Commenti (6)

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  • Paolo De Santis 08/11/2016 ore 15:05 @desafivefinger

    Mariachiara grazie per i tuoi ben dieci ascolti...spero non ti abbiano infastidito troppo...Take Care e buona musica

  • Roberto Fogliani 05/04/2017 ore 21:28 @doctorrobert

    comlimenti! la recensione di un disco nella quale non si parla MAI di musica mi mancava; un po' come mia nonna che alla domanda "che macchina era?" ti rispondeva "era una macchina verde". però leggeva Shakespeare.

  • Roberto Fogliani 05/04/2017 ore 21:32 @doctorrobert

    comlimenti! la recensione di un disco nella quale non si parla MAI di musica mi mancava; un po' come mia nonna che alla domanda "che macchina era?" ti rispondeva "era una macchina verde". però leggeva Shakespeare.

  • Marco Garavaglia 27/04/2017 ore 22:15 @marcogaravaglia3

    Album fantastico. Sonorità che mai avevo trovato in un rock cantato in italiano. Per me grande band e grande disco...non condivido nulla della recensione.

  • W.A.R 17/01/2018 ore 20:14 @NovemberRain

    Non tutti sono in grado di comprendere. E casualmente, chi non comprende scrive recensioni. Fantastico. Lo specchio del nostro paese. Siediti ad un pianoforte, o imbraccia una chitarra e prova a comporre.O a mettere almeno due accordi o armonie in fila. Anzi no, dato il tuo gusto così raffinato, magari saprai accordare un violino (lo sai che si accordano ad orecchio, vero?). Prova a capire cosa significa scrivere un testo.
    A me l'album piace. Non condivido nulla di quanto hai scritto. Ma non mi stupisce. Questo sito stronca chiunque non corrisponda a determinati standard. Avete stroncato senza pietà anche molti brani di "Chinese Democracy", ma credo non abbiate capito proprio i testi. Sicuri di conoscere la musica? Sicuri sicuri?
    Io penso che ci si debba sempre mettere dall'altra parte. Non si possono scrivere recensioni del genere se non si ha competenza musicale (COMPOSIZIONE...SUONARE UNO STRUMENTO..CANTARE). Altrimenti é troppo facile criticare seduti comodi sulle poltrone, con in mano un IPhone da 1000 euro, che corrisponde allo stipendio mensile. Quando si recensisce, come minimo bisogna avere competenza della materia. E io, in questa recensione, non ne leggo.
    Complimenti comunque. Peggio,non potevi fare. E mi basta leggerla una volta, di certo non sto a leggere 10 volte qualcosa che sembro snobbare, giusto?

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