Lapingra The Spectaculis 2016 - Progressive, Elettronica, Pop rock

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Un cazzeggio enciclopedico e carnevalesco che vi farà perdere l’orientamento.

Dopo un paio di ep e un album datato 2011 Paolo Testa e Angela Tomassone (più sodali vari) tornano a deliziarci con il loro istrionismo giocattoloso e apparentemente privo di ancoraggi stilistici che fa della giullaresca trasversalità la sua ragione di vita. “The spectaculis” è un vero e proprio calderone della strega, una squisita brodaglia sonica sulla cui superficie galleggiano strofe, accordi e citazioni come fossero grosse frattaglie di carne. A suo modo una sorta di concept nutriente e calorico in 12 atti, approntato come un musical circense (in tal senso vi basti l’ascolto di “Please be friend of Cocteau”o della stessa title track) per sonorizzare una surreale storia d’amore liberamente ispirata al "Liber De Spectaculis" di Marziale.

O voi, dunque, che volete saziarvi di musica cangiante, teatralità spinta e citazionismo sparso, senza soluzione di continuità, abbandonatevi all’ascolto di questo cazzeggio enciclopedico dove basta davvero un battito di ciglia per ritrovarsi a transitare dagli umori medievaleggianti à la Camerata Mediolanense di “Fi-Fi Mariella” alla disco-prog-western della title-track, o dalle schizofrenie in salsa sudamericana di “Hotel Banana” alla filastrocca psycho-bandistica di “Eat a mandarino” (che non riesco a togliermi dalla testa!); per non citare brani matrioska come “Black bandana”, che parte come una hit di Debbie Harry, prosegue in un tripudio di soul settantiano e finisce magicamente con l’hip-hop, o “The girls from Perù”, che prima di toccare i nostalgici tropicalismi ottantiani del Gruppo Italiano passa dalle parti delle Dresden Dolls. E poi ancora, per fare ciccia, i due minuti di crooneraggio synthpop di “Sandra Pa Ti” e gli Abba ricodificati di “Rusty blades” e tanto altro ancora senza disdegnare strizzatine d’occhio al folk, alla lirica, alle colonne sonore, alla musica sinfonica spicciola, al cabaret, alla dancefloor e all’elettronica retrò. E infine una valanga di pop e autoironia a ettolitri.

Perciò siete avvertiti, se quando v’imbatterete in questa matassa carnevalesca di strumenti vari, intrecci vocali appetitosi, coup de théâtre e giocattolini sparsi (tastierine Chicco comprese), vi capiterà di perdere l’orientamento, tranquilli, fa parte del gioco, e sarà esattamente in quel preciso istante che i Lapingra avranno vinto a mani basse.

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La recensione The Spectaculis di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-09-12 00:00:00

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