16/02/2017

C’est la vie. È la vita. Vita che scorre e che corre come l’unicorno che domina la copertina del disco dei Distinto su uno sfondo rosso che sembra fuoco. Con la testa trafigge tutto ciò che incontra, muri di qualunque consistenza, ostacoli di ogni tipo, e se ne porta dietro i frammenti. È la vita, che in fondo è accumulo di esperienze, di episodi, istantanee che formano quello che siamo.
I Distinto sono una band puramente pop-rock, dove le parole che costruiscono storie a tratti malinconiche si fondono con una musica che non tralascia la melodiosità, pur restando pura ed essenziale.
La corsa dell’unicorno (e dei Distinto) inizia subito forte e mostra subito le sue qualità: “Il mondo non aspetta” è senso di libertà, ma anche consapevolezza che “passano gli anni e ti accorgi che poi si muore”. È la necessità di godere di quello che si ha, finché lo si possiede, perché domani si potrebbe non possederlo più, ché è inutile aspettare che le cose cadano dal cielo. “Un bel sabato mattina” si regge su una melodia che entra subito in testa, eppure ha un testo ruvido e forte: “Avevo occhi, occhi belli e buoni perché vedevano molto lontano. Me li han cavati dal cranio una sera, e li han venduti per poco al mercato”.

L’essenza dei Distinto è proprio quella di avere una sorprendente capacità di scrittura, a cui affiancano una musica grezza e pop allo stesso tempo, che talvolta si arricchisce di synth (come nella splendida “L’invito”, pezzo dalla melodia eterea e sognante, da ascoltare con gli occhi chiusi lasciandosi trasportare altrove, o l’altrettanto bella “Ridi”), il tutto valorizzato dalla voce di Daniela D’Angelo, che ha uno stile tutto suo, seppur vicino a tratti a quello di Levante, in altri momenti ad una giovane Meg

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