28/11/2016

Come un rituale che si svolge nell’intimità di una stanza, nella solitudine fatta di migliaia di tessere a formare mosaici di attesa, questo ep è il momento esatto tra la veglia e il sonno, tra l’inciampo e la caduta, un attimo prima della sconfitta. Il gran pregio di questo lavoro è l’innegabile capacità di risucchiare l’ascoltatore nel suo vortice di ipnosi sintetica, la magica seduzione di suoni che dilatano lo spazio giocando con sfumature noise, e non c’è modo di uscirne: la tristezza è un valore aggiunto, se sai come usarla. Una marcia di tre brani dalla cadenza regolare, secca, ridotta agli elementi essenziali per avere profondità, e la profondità è tale che pare di entrare dentro la musica, soprattutto nelle prime due tracce. “Craco” è l’esperimento che avanza su più piani, è un piatto post-rock servito con tutta l’energia necessaria per raggiungere un pensiero lontanissimo, ti trascina giù o ti spinge al di là: la prospettiva rimane fondamentale.

Secondo episodio di una trilogia, “Settings_2” è l’inarrestabile scivolare tra i muri di un quotidiano fatto di rumori leggeri, immagini ripetute, parole mai urlate, aria densa e giorni disegnati con tratti veloci: è un disco che racconta gli inverni, i toni di grigio, le piccole ossessioni, e lo fa molto bene.

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La recensione pin cushion queen - Recensione - Settings_2 di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

Tracklist

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