En?gma Indaco 2016 - Rap, Hip-Hop

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Esistono dei bambini dotati di un'aura particolare che li rende empatici, intelligenti e unici: l'invito di En?gma è proprio all'empatia

Il viola, colore da sempre associato alla penitenza, è sinonimo anche di riflessione e sensibilità. Forse proprio per questo nacque negli anni '60 quest'idea, ripresa spesso in testi new age, secondo la quale esisterebbero dei "bambini indaco": infanti dotati di «un'aura» particolare che li rende particolarmente empatici, intelligenti e unici, insomma degli "special snowflake" per dirla come la direbbe internet.

Al di là della presunta possibilità di parlare con gli angeli che questi bambini sembrano avere, è sicuramente peculiare la scelta di En?gma una volta allontanatosi da Machete, etichetta di cui è stato co-fondatore. In un bridge di "River Phoenix" (brano che vede la collaborazione di Gemitaiz) si tormenta quasi mentre ripete: «Ehi ma che bella solitudine / Faccio riflessioni su di me fra certe musiche» e -chapeau- è probabilmente questa la migliore descrizione possibile per l'intero disco.

Da momenti che quasi sfiorano la drum n bass a ballate più lente, zenith di questo momento introspettivo è "Prendi me", un brano sul suicidio che cerca di cristallizzare le impressioni di questi "indigos" prima del gesto fatale. Viene un po' da pensare alla famosa citazione che spesso è attribuita a Platone: «Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre». Un richiamo all'empatia e alla sensibilità che percorre l'intero disco.

L'album, seppur manchi davvero di una coesione sonora, può a tutti gli effetti dirsi un concept album: la scrittura di En?gma segue un'idea precisa e la sviscera con uno stile riconoscibile e una delivery caratteristica, a metà tra la praxis e le citazioni alte che in questo episodio appaiono però molto più diluite.

Su una nota personale, rimane da chiedersi: siamo sicuri che sia questa il modo migliore di far fronte alla propria intimità? Come genitore, per esempio, sarei ben più facile ammettere che mio figlio ha «un'aura viola» piuttosto che ammettere a me stesso di esser stato un genitore magari incapace di aiutare mio figlio a crescere e sviluppare una maturità emotiva.
Certo, Marcello prima che En?gma è fiero di ciò che è riuscito a raggiungere e lo si intuisce dagli skit che accompagnano la chiusura degli album e nessuno può intaccare questi successi. La domanda per gli ascoltatori e i lettori però rimane: è giusto giustificarsi tramite una definizione pseudo-scientifica nella cui ci si rispecchia ed evitarsi così la fatica di sentirsi punzecchiati, di crescere? Il rischio qui è di rimanere bloccati in una definizione, una sagoma.

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La recensione Indaco di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-12-07 10:00:00

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