06/12/2004

Sulla scia dei Verdena e di tutte le band ereditiere dell’alternative rock made in Italy troviamo i veneti Karma J.

Dal demo, registrato nel 2002, emerge il potenziale del gruppo, che a distanza di due anni potrebbe aver fatto progressi ed essersi così distaccato dai molti altri cultori del genere. Le tre tracce si legano omogeneamente l’una all’altra per un totale di 13 minuti e 24 secondi di freschezza esplosiva, turbata purtroppo da alcuni dettagli ingombranti.

Chi sei, presente in ben due compilation distribuite a livello nazionale, è di facile assimilazione: ritmo incalzante scandito da basso e batteria in sintonia perfetta, riff al posto giusto e una voce convincente. A stonare sono gli assoli di chitarra: puro virtuosismo totalmente slegato dal resto.

Penso che… rivela la vena hard rock del gruppo, mentre nell’ultimo pezzo Devono ascoltare anche me e te la voce di Mattia Corso, in parti quali “io vivrò, forse no…” “cercherò l’attimo…”, si presta a facili similitudini con quella di Alberto Ferrari dei Verdena.

Nonostante qualche residuo adolescenziale presente nei testi e una passione esagerata per gli assoli di chitarra, i Karma J dimostrano di avere la grinta necessaria per andare avanti.

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La recensione Karmaj - Recensione - demo di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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